Per capire meglio la situazione sulla potabilità dell'acqua nei rubinetti, che in questi giorni tormenta i cittadini di Ronciglione e Caprarola, abbiamo voluto incontrare a quattr'occhi il Sindaco di Capraorla Alessandro Cuzzoli.
Ecco cosa ne è uscito.
Abbiamo evitato di riportarvi il botta e risposta dell'intervista per concentrare i contentuti,
Oggi 12 marzo 2010, abbiamo avuto in incontro con il Sindaco di Caprarola Alessandro Cuzzoli al quale abbiamo fatto alcune domande sulla potabilità dell'acqua (almeno per quanto riguarda Caprarola).
L
a potabilità
Il Sindaco ci ha spiegato e con parole nostre, se abbiamo capito bene, cercheremo di chiarire alcuni punti che sono rimasti oscuri anche per noi.
il 10 marzo l'Ass, Alessandro Pontuale comunica al blog Caprarola.com le prove chimiche e microbiologiche sui prelievi del 10 dicembre 2009, dove l'acqua risulta potabile con tutti i parametri ben al di sotto di quelli consentiti (Prove effettuate da ARPA Viterbo).
Questo sembra perfettamente chiaro e dovrebbe tranquillizzare tutti.
L'alga rossa
La cosa è più complicata perché il Comune stesso è disorientato dai pareri discordanti degli esperti e per evitare di commettere gravi errori si affida alle leggi vigenti.
Premesso che il Comune di Caprarola ha già dato incarico di effettuare campionamenti periodici per appurare la presenza dell'alga rossa, il Sindaco comunica che al momento non si può stabilire la presenza né la pericolosità dell'alga rossa senza dati certi ed attendibili. Senza quei dati il Sindaco ha le mani legate.
E' per questo che il
Comune ha stipulato una convenzione con l'Istituto Superiore di Sanità che provvederà ad effettuare i campionamenti ogni 15 giorni in un arco di tempo ragionevolmente lungo per stabilire definitivamente la presenza delle microcistine rilasciate dall'alga rossa.
Qualora venisse riscontata la presenza di microcistine nella percentuale che l'Ist. Sup. di Sanità riterrà pericolosa per la salute dei cittadini si provvederà ad emettere regolare ordinanza di non potabilità.
ORDINANZA O COMUNICAZIONE?
Il 4 febbraio 2010 il Sindaco di Caprarola emette un'ordinanza n 05 del 04-02-2010, con la quale su invito della ASL sez 4 (Prot. n 119 del 03/02/2010, consigliava l'uso dell'acqua erogata dagli acquedotti e dalle fontane comunali nel territorio di Caprarola, per soli scopi igienico-sanitari (quindi non potabile) fino ad ulteriori avvisi.
"
In realtà quella non è un ordinanza" (specifica il Sindaco), ma una comunicazione ai cittadini "erroneamente" chiamata ordinanza dall'addetto comunale.
"Ma allora perché non viene ritirata?" abbiamo chiesto.
Perché un'ordinanza non può essere ritirata se non è un ordinanza.
Si, ma i cittadini cadono nell'equivoco affrontando una serie di disagi anche emotivi. Il Sindaco non ha ritenuto revocare l'ordinanza/comunicazione anche perché nella stessa è specificato che tale intervento "è consigliato solo a scopo cautelativo" e quindi questo procurato allarme, secondo il Sindaco, non è giustificato.
Leggi l'ordinanza del Sindaco di Caprarola del 04 febbraio 2010
IL FRAINTESO
Rileggendo e rileggendo l'ordinanza/comunicazione, infatti, è facile cadere in inganno dall'uso dei termini "eventuale tossicità", "a scopo cautelativo", "si consiglia".
Si tende a tralasciare il cuore del messaggio "
divieto d'uso". In effetti, in un punto la comunicazione recita così:
"dato atto che, in attesa degli ulteriori esami che determinino l'eventuale grado di tossicità delle suddette alghe (cianoficee), la stessa ASL Viterbo ha proposto per l'acqua in questione, a scopo cautelativo, il divieto d'uso ai fini del consumo umano, consentendone l'uso ai soli fini igienici, informando di ciò ampiamente la popolazione interessata".
Ci chiediamo:
1: se la ASL propone a scopo cautelativo il divieto d'uso ai fini del consumo umano, perché il Sindaco
...consiglia di utilizzare l'acqua erogata dagli acquedotti e dalle fontane... per soli scopi igienico sanitari?
2: ma se le analisi dell'ARPA dicono che sotto il profilo microbiologico le acque sono a posto e che le "cianoficee" sono al disotto della soglia prevista dalla legge, ovvero nella quantità di 689.760 cellule/litro contro la soglia di allarme stabilita in 1.000.000 cellule/litro, perché la ASL propone il DIVIETO a scopo cautelativo?
C'è discordanza d'interpretazione perché si parla di: "proposta di divieto"... Cosa significa?
Che è una proposta per suggerire? O una proposta per far rispettare il divieto?
Non sarebbe meglio che gli organi preposti fossero più espliciti e categorici?
L'unico modo per venirne a capo è consultare direttamente la ASL, cosa che faremo immediatamente.
Al momento,
secondo i dati ARPA e ASL sembrerebbe che nell'acquedotto di Caprarola la situazione è sotto controllo e che l'acqua è potabile sotto ogni aspetto, almeno fino a prova contraria dell'Ist. Sup. di Sanità che fornirà i risultati delle ultime analisi tra pochi giorni.
L'inquinamento del lago: I METALLI PESANTI
Secondo l'ISDE, la situazione nel lago di Vico è gravissima e ciò sarebbe confermato dai dati dello studio eseguito dalla Provincia di Viterbo, per il possibile danno alla salute delle persone in conseguenza dello stato dell’ecosistema lacustre che si sta rivelando sempre più grave.
La presenza nelle acque del lago, come esposto nella relazione introduttiva, di valori elevati di Arsenico (As) ma anche di altre sostanze tossiche e cancerogene, di norma estranee alle acque del lago e delle quali è assolutamente necessario individuare la provenienza, quali il Mercurio e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa), insieme alla presenza nei suoi sedimenti di alte concentrazioni di Arsenico - 647 mg/kg SS (valore soglia 20 mg/kg SS), Cadmio - 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS) - e Nichel - 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS) -, evidenziano una situazione di gravissimo rischio per la salute umana.
Ma chi è l'ISDE?
ISDE, International Society of Doctors for the Environment (ISDE) è un'organizzazione non governativa fondata a Cortona il 25 novembre 1990, per iniziativa di medici di varie nazionalità, con lo scopo di riunire tutti i medici interessati alle problematiche sanitarie correlate ai problemi ecologici, diffondere conoscenze sul legame tra il degrado ambientale e la salute umana, nonché avviare e sostenere iniziative dal livello locale a quello globale per ridurre o eliminare le sorgenti del degrado e dell'inquinamento ambientale che hanno iniziato a minacciare seriamente la salute e la sicurezza, anche delle generazioni future.
Per Ronciglione la situazione è un pò diversa e ci auguriamo di avere quanto prima informazioni attendibili direttamente dalla fonte.
Quindi, si ricomincia da capo...
Da capo per arrivare dove?
Ammesso che alcune delle sostanze sopra nominate siano presenti nei composti chimici utilizzati in agricoltura, possono giustificare una così alta percentuale?
Ma, come è possibile che fino ad oggi nessuno mai si è preoccupato di richiedere queste analisi? O comunque tenere sotto controllo la potabilità delle acque?
Nessuno? Nessuno!
Ma nessuno perché non c'era nessun rischio o perché era meglio non sapere e... non far sapere?
Vi terremo informati sugli sviluppi