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Di Admin (del 14/04/2010 @ 16:22:03, in POLITICA, linkato 455 volte)
Vi siete mai chiesti le ragioni per cui oggi ci ritroviamo a commentare e criticare lo stato delle cose a Caprarola e al lago di Vico? E' tanto complicato quanto semplice, al punto che non serve neanche avvelenarsi il sangue. Se parte delle responsabilità che causano insoddisfazione le attribuiamo alle istituzioni, dobbiamo anche prendere coscienza che in un arco di tempo estremamente lungo, circa 40 anni per non andare oltre, non si è vista una particolare attenzione o sensibilità dei cittadini verso la gestione amministrativa del paese. Seppur nell'indole del cittadino comune, questo atteggiamento a lasciato carta bianca ai nostri amministratori permettendo di fare o non fare a loro piacimento.
Non stiamo qui a dire ciò che è stato fatto bene o male, o ciò che poteva o non poteva esser fatto, ma vogliamo richiamare all'attenzione tutti quei cittadini, in particolare quelli che scrivono su questo blog, che è arrivato il momento di fare un esame di coscienza e prendere atto che molta della responsabilità è proprio di noi cittadini che non abbiamo saputo gestire "il potere del popolo" sulle amministrazioni che noi abbiamo eletto.
Oggi ci troviamo a criticare un malgoverno che noi abbiamo scelto, perché se è vero, ed è verissimo, che i nostri amministratori avevano il compito ed il dovere di amministrare "sempre" nel bene del paese e della crescita "sociale-economica-culturale", è anche vero che noi non abbiamo fatto nulla di veramente importante per interagire con le scelte di palazzo.
E' anche vero che il cittadino deve pensare alle sue cause quotidiane ed è per questo che delega un amministratore a fare per lui, altrimenti saremmo tutti amministratori. Ma se fossimo più obiettivi, potremmo semplicemente ammettere che ogni volta che abbiamo eletto un amministratore non lo abbiamo mai fatto con la ragionevole considerazione delle sue potenziali competenze o capacità amministrative.
Abbiamo sempre votato un candidato perché appartenente alla nostra corrente politica, o perché parente, o amico di parenti, o perché prometteva in cambio di voti.
Con ciò non voglio dire che tutti gli amministratori passati in Comune erano o sono incapaci, ma soltanto che le scelte dei cittadini non sono state quasi mai obiettive e lungimiranti. Un candidato può anche essere eletto, pur non essendo esperto, sulla base della fiducia, per la sua serietà e per l'impegno, ma nell'arco di cinque anni se questo eletto non soddisfa le aspettative è un dovere per i cittadini intervenire per reclamare quanto gli spetta.
Ora, vogliamo chiederci in questi anni quante volte abbiamo fatto sentire la nostra voce?
Lasciamo da parte le associazioni, parlo di noi cittadini o di un comitato cittadini per discutere programmi per il paese, iniziative da presentare o suggerire al Comune. Manca come al solito l'aggregazione che, tuttavia, vede tutti i caprolatti presenti in una occasione; la Sagra della Nocciola. Bene, ma non basta.
Quindi, intervenire oggi puntando i piedi non deve far riflettere soltanto sull'operato dell'amministrazione, ma soprattutto sul nostro disinteresse generale. Ciò che accade oggi, riguardo l'inquinamento del lago di Vico e la potabilità dell'acqua, è solo un esempio del nostro menefreghismo.
Vi siete mai chiesti da dove proveniva l'acqua delle nostre case? Vi siete mai chiesti cosa dovevano abbattere le centinaia di litri di cloro per rendere potabile l'acqua? Certo che doveva pensarci il Comune per tutelare i cittadini ma se il Comune agisce allo stesso modo dei cittadini potabilizzando l'acqua aggiungendo più cloro, come è pensabile una gestione attenta per tutelare la nostra salute?
Quel che voglio dire è che stiamo continuando a pensare come se i problemi sono solo degli altri, come se chi inquina l'acqua inquina solo la sua, chi sporca le strade lo fa solo nella sua strada, chi deturpa un edificio nel centro storico non ci riguarda, se si sperperano soldi pubblici quei soldi non sono i nostri.
E invece è esattamente il contrario: chiunque esegue una pratica scorretta lo fa sulle spalle di tutti gli altri ed è per questo che è nostro dovere far rispettare a chiunque "lo stato delle cose", ad iniziare proprio dall'ambiente che è lo specchio della nostra comunità.
Di Admin (del 15/02/2010 @ 17:56:19, in POLITICA, linkato 3675 volte)
Tra circa un anno andremo a votare per eleggere la nuova giunta comunale e quindi chi amministrerà Caprarola. Forse, se vogliamo cambiare le cose e sperare in un paese migliore, dobbiamo iniziare a pensarci.
Passano gli anni ma, in effetti, le cose non cambiano.
Siamo imbalsamati nell'isola che non c'è, non l'isola di Peter Pan ma la nostra isola, ammuffita da troppi anni di stasi. Tra un anno le cose potrebbero cambiare, se solo lo volessimo, ma sembra che a Caprarola nulla può essere cambiato e nessuno vuol cambiare nulla. Non sono stati capaci i movimenti politi, le militanze, le associazioni, le organizzazioni, i club.
Un paio di generazioni snervate per il piacere di questa o dell'altra parte, senza nessun traguardo raggiunto che possa consolidare nuovi progetti, nuove idee, nuove forme di sviluppo.
Ma forse siamo tutti entrati nell'era del "piccione", dove l'importante è colonizzare o colonizzarsi per poterci ingozzare e nulla più. Già, proprio come i piccioni che volteggiano tutto il giorno in cerca di becchime, l'unica vera gratificazione. In cambio rilasciamo montagne di guano e parassiti.
Sembra quasi impossibile che nell'era tecnologica, delle comunicazioni, di internet e dei social network, non ci siano fermenti capaci di sensibilizzare le nostre coscienze. Sembra quasi impossibile che dalle nuove generazioni non nascano idee, progetti, o la benché minima contestazione.
Les jeux sont faits
Mentre nel mondo scoppiano manifestazioni, proteste, contestazioni contro chi non è capace di sostenere le esigenze dei cittadini, da noi non s'avverte neanche un sibilo, un fruscio... nulla. Allora ci viene da pensare che questa apparente apatia non sia dovuta alla mancanza di nervo, ma ad una pianificazione dei giochi, ormai belli e fatti. Già, non ci sembra di avvertire voglia di cambiamenti, neanche dai veterani che pure sanno cosa dire prima delle elezioni. Nulla. Ma poi, questi veterani, dicono veramente quello che Vorrebbero dire?
No, ce le mandano a dire su un volantino, come se questo fosse il mezzo di comunicazione scelto dai cittadini.
Le nuove liste divulgano il loro volantino con i francobolli dei candidati e l'elenco di tutte le cose sbagliate di chi amministra.
La lista uscente presenta un bel volantino con l'elenco di tutti i progetti realizzati durante il mandato, con tanto di foto a colori. Ma dove sono finiti i comizi?
Dove sono finiti gli incontri in piazza con i candidati che dovevano guardare in faccia i cittadini mentre argomentavano il programma?
Non ci sono più, non esiste più nulla di quel rapporto diretto, passionale tra candidato e popolo, tra chi sceglie e chi deve farsi scegliere. Il nostro politico locale gioca a fare il ministro, utilizzando le stesse strategie. Usa i mezzi di comunicazione, il giornale, la tv locale, il volantino, il manifesto. Tutto in base al budget disponibile per la campagna elettorale, proprio come fanno i grandi.
Beh, se vi accontentate di questo non dovete far nulla, ma se vi preme Caprarola, il vostro futuro o quello dei vostri figli, fate qualcosa per cambiare, non fatevi convincere da tante promesse, non vendetevi al miglior offerente, ma scegliete chi ha veramente i numeri per cambiare Caprarola, altrimenti ci ritroveremo sempre con gli stessi personaggi che giocano alla politica, come Peppone e Don Camillo; ma quello era un film.
Lasciate qui il vostro commento, e non preoccupatevi: potete dire ciò che volete, senza riserve purchè nella decenza.
Di Admin (del 26/02/2009 @ 10:32:18, in POLITICA, linkato 876 volte)
Questa sera, 26 febbraio, ore 21,00 intervenuti tutti in Comune perché si tratteranno importanti e delicati argomenti sui quali sarebbe bene per tutti saperne di più. Riceviamo e pubblichiamo una comunicazione del Consigliere Armando Proietti che dopo essere stato spodestato dal suo incarico di vice sindaco, mette a nudo alcuni interventi comunali che potrebbero interessare tutti i cittadini.
L’appuntamento di questa sera in Comune, aiuterà tutti a capire come stanno veramente le cose.
Giovedi 26 Febbraio 2009 alle ore 21.00 si terrà il Consiglio Comunale presso l’Aula Consiliare
Tra gli argomenti in discussione il Sindaco, per prima cosa, dovrà:
1- comunicare le motivazioni della revoca di Vice Sindaco-Assessore del Consigliere Comunale Armando Proietti
2 - comunicare la nomina del nuovo Vice Sindaco e del nuovo Assessore
Poi dovrà fornire chiarimenti richiesti dai Consiglieri di minoranza e dal Consigliere indipendente Armando Proietti sui seguenti argomenti:
- Appalti servizi sociali: Casa di riposo - Asilo Nido - Spazzamento
- Concessione di due appartamenti ex Caserma Carabinieri alla Soc. consorzio SOL.CO per nove anni: canone 250,00 euro mensili ciascuno
(Spese per ristrutturazione sostenute
- Completamento iter per la redazione, I'adozione e I'approvazione della nuova variante al Piano Regolatore
Sono argomenti di importanza rilevante per tutti i Cittadini
INTERVENITE NUMEROSI
Il Consigliere Comunale Indipendente Armando Proietti
Di Admin (del 22/01/2009 @ 12:19:17, in POLITICA, linkato 678 volte)
Eugenio Stelliferi
Ci rimette Caprarola e i caprolatti
Dai continui dissapori, si è giunti ad una spaccatura interna con il conseguente allontanamento del vice sindaco dalla sua carica. Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo già apparso su Viterbooggi.
In merito alla ormai nota vicenda di revoca dell’incarico da vice sindaco al Generale Armando Proietti , credo che chi più di altri ci rimetta è Caprarola e con essa i suoi cittadini. E’ come purtroppo a volte accade in una separazione tra coniugi , sono i figli a pagarne le conseguenze. Così, mentre Sindaco ed ex Vice Sindaco se le dicono di “santa ragione”, l’azione amministrativa rallenta o meglio essendo già lenta si ferma e quindi chi ci rimette sono i figli di Caprarola , i caprolatti. Sarebbe stato meglio concentrarsi su questioni più importanti per il Paese piuttosto che cercare di addossare la responsabilità di una serie di fallimenti a uno solo. Mi piace tanto per non rimanere vago portare alcuni esempi.
Nel 2001, dopo la vittoria della lista di Alessandro Cuzzoli, la variante generale del piano regolatore del 1999 venne revocata.
Forse sarebbe stato meglio limitarsi ad apportare delle modifiche a quella approvata : sarebbe costato meno e si sarebbe fatto prima. Il problema vero, però è che contestualmente alla revoca non fu dato l’incarico per una nuova variante, determinando così a fronte di una saturazione edilizia l’immobilità dell’economia caprolatta.
Molti caprolatti esportano i loro capitali verso altri lidi , artigiani costretti a riconvertirsi in agricoltori o ad andare a lavorare nei paesi e nelle città limitrofe. Poi nella primavera del 2006 un mese prima delle elezioni ,il Sindaco Cuzzoli convoca un’assemblea e illustra il nuovo piano regolatore. A ben vedere però non si trattava della variante che tutti stavano aspettando, ma dell’illustrazione di come lui intendeva realizzarla. Dalla primavera del 2006 ad oggi il silenzio totale . Uscirà fuori di nuovo un mese prima delle prossime elezioni? Altro aspetto: sempre un mese prima delle precedenti elezioni, assemblea pubblica per presentare le nuove linee veloci per internet .
Oggi purtroppo , chi fa usa di questi strumenti conosce la risposta. E ancora : spendiamo diverse migliaia di euro per “non” fare la raccolta differenziata , quando chissà poi perché il nostro sindaco, unico fra i dieci sindaci dei comuni della Comunità Montana dei Cimini non ha aderito al progetto che la stessa ha presentato e che ora è in fase di esecuzione . Sarebbero bastati 1.500,00 euro per aderire alla richiesta di finanziamento del progetto e oggi che lo stesso è stato finanziato per 2.157.000,00 ( oltre 4 miliardi delle vecchie lire) avrebbe potuto avviare una efficace ed efficiente raccolta differenziata . Il sindaco ha voluto fare l’auto –autartico e chi ci rimette sono sempre i cittadini.
Potrei continuare con altri esempi come i lavori infiniti e fatti male , i lavori che non partono alle scuderie di Palazzo farnese , così da restituire aule degne di essere definite tali agli alunni delle scuole elementari di caprarola, la pessima gestione finanziaria sottolineata dalla corte dei conti ,ecc. ma preferisco chiedermi : considerando che nel prossimo mandato gli assessori per un Ente come Caprarola saranno al massimo quattro e non più sei come oggi , l’attenzione del sindaco da qui a fine mandato , sarà concentrata su chi far fuori ? o su come dare delle risposte concrete magari solo a quanto fin qui descritto?
Eugenio stelliferi consigliere di minoranza al comune di caprarola
Di Admin (del 06/08/2008 @ 19:12:08, in POLITICA, linkato 1429 volte)
I nostri politici sono convinti che per vincere le elezioni non si deve parlare di diserbanti e pesticidi... questo argomento riguarda solo gli agricoltori. Ma veramente i cittadini sono d'accordo a voler ignorare i gravi rischi a cui sono esposti?
Vogliamo chiamarla Mafia o Omertà? Incoscienza o sconsideratezza?
Noi preferiamo definirla "inconsapevolezza", perché è impensabile che un padre di famiglia possa mettere a rischio la vita dei suoi familiari e quelle della comunità. Probabilmente il rischio di tossicità illustrato nelle confezioni del prodotto non è stato abbastanza convincente oppure gli è stato più abilmente reso incomprensibile. Ma il dilemma da sempre è diserbante si o diserbante no? E' bene vietare o no i pesticidi?
Ogni volta è un dramma generale, perché ogni regolamentazione sull'uso di questi VELENI, è di questo che stiamo parlando, sembra sia un attacco all'agricoltore, alla sua economia, più che altro una privazione della sua libertà. Ed in parte è vero ma è vero anche che l'utilizzo di queste sostanze chimiche è una privazione della libertà altrui. Ad ogni modo, per quanto delicato sia l'argomento spesso in bilico su forti contraddizioni, non possiamo fare a meno di parlarne. Riteniamo giusto quindi che un agricoltore faccia uso di diserbanti, ma nei termini di legge consentiti e soprattutto in base ad un regolamento di polizia locale che avrà valutato attentamente il rischio e come ridurlo nei vari areali di produzione, il periodo, le distanze da abitazioni, strade trafficate e transitate regolarmente da auto e pedoni, prima, durante e dopo i trattamenti, le percentuali consentite e soprattutto la reale necessità di un trattamento. Si perché spesso, come succedeva in passato, abbondare sulla percentuale del prodotto costa solo un pò di più ma alla fine sarà più efficace, mentre una presenza ridotta potrebbe rendere il trattamento inutile.
Ovviamente questo modo di pensare giova esclusivamente a chi vende il prodotto non certo all'agricoltore che dovrà respirerà una percentuale maggiore di prodotto mortale, o all'ambiente che dovrà smaltire una percentuale maggiore di veleno o che dovrà perdere un numero maggiori di insetti ed uccelli, molti dei quali hanno proprio il compito di eliminare i parassiti e gli altri insetti dannosi.
In quest'ultimo trentennio la nocciola ha portato benessere e ricchezza, ma la corsa è stata allo sfruttamento del territorio in ogni sua forma per ottenere il massimo rendimento senza preoccuparsi delle conseguenze future, dell'eccessiva produzione, dell'inquinamento dovuto proprio ai diserbanti, fertilizzanti, pesticidi, alle polveri pericolose delle macchine raccoglitrici e, ignorato da tutti ma non per questo meno dannoso, l'inquinamento dei gas di scarico delle macchine agricole, praticamente tutte prive di filtri.
Ora, alla luce dei fatti che si stanno verificando, si cerca di correre ai ripari senza tuttavia affrontare le cause e soprattutto le responsabilità dirette e indirette che hanno avviato un percorso a rischio e che potrebbe essere di non ritorno. Ci si è preoccupati di portare a casa un quintale in più invece di puntare alla qualità, ad una identificazione geografica, alla promozione e valorizzazione del prodotto di Caprarola e all'avvio di nuovi indotti così come intelligentemente hanno fatto altre aree vocate al nocciolo come Giffoni e Piemonte.
Oggi, dopo le grandi battaglie per la riduzione dei prodotti chimici ad alto rischio usati in agricoltura, c'è un inversione di tendenza verso l'irresponsabilità e verso l'egoismo totale: diserbante a volontà, ovunque, anche nella Riserva Naturale del Lago di Vico, e se questo pensiero viene avallato dai politici, vuol dire che si può fare e che tutte le restrizioni imposte negli anni precedenti erano soltanto privazioni della libertà. Quegli anni di restrizione, tuttavia, non sono stati sufficienti a frenare il degrato causato dai prodotti chimici e così oggi ci troviamo a correre ai ripari per bonificare l'acqua del lago usata da Caprarola e Ronciglione come risorsa idrica: arriva nelle nostre case, la usiamo per lavarci, per cucinare, per fare il caffé e a volte la si beve.
Questo utilizzo viene ripetuto nei bar, trattorie e pizzerie. L'inquinamento dell'acqua del lago non è dovuto solo ai normali batteri che possono essere gestiti con l'aggiunta di cloro, ma, come già trattato in questo Blog, il problema è legato anche alle tossine sprigionate "dall'alga rossa" durante il periodo invernale/primaverile. Queste tossine, non vengono eliminate con il cloro, ma necessitano di speciali filtri per essere trattenute.
La presenza di quest'alga in quantità esuberante è dovuta, secondo studi fatti su molti laghi italiani e non, all'eutrofizzazione dei laghi stessi la cui responsabilità principale va imputata proprio ai fertilizzanti utilizzati in agricoltura.
L'eccessiva presenza di fosforo e azoto favoriscono in inverno un enorme sviluppo di quest'alga che dal fondo affiora in superficie la cui fioritura rilascia tossine pericolose. In primavera, con l'aumento delle temperature, l'alga si ritira verso il fondo e crollando va in putrefazione bruciando ossigeno all'acqua e all'ecosistema che va in soffocamento. Non vogliamo creare allarmismo, ma questa è una delle dimostrazione di insofferenza del territorio.
Non possiamo e non vogliamo credere che questo allarme sia ignorato. Le conseguenze legate a queste cause si estendono anche al turismo in costante calo dovuto anche all'utilizzo sconsiderato dei trattamenti con le famose "botti" in qualsiasi ora del giorno, ovunque, anche lungo le strade del lago di Vico dove molti turisti fanno passeggiate, attività sportiva e gite in biciclette anche con bambini, pensando di respirare aria salubre.
Quei turisti se ne stanno andando, come se ne sono già andati quelli provenienti dal nord Europa che negli anni '70 popolavano il lago (tedeschi, olandesi, austriaci) a cui non siamo stati capaci di offrire nulla se non polvere. Inoltre non dobbiamo sottovalutare il problema delle polveri messe in aria durante la raccolta che sono state sottoposte ad uno studio di ricercatori i quali hanno già riscontrato la pericolosità della polvere stessa, e stanno valutando i valori dei prodotti chimici in essa contenuti, utilizzati durante i trattamenti.
Quei trattamenti che sono ormai diventati sempre più frequenti per combattere cimici, funghi, parassiti etc, Li vediamo continuamente questi agricoltori vestiti come astronauti nelle ore più strane muoversi furtivamente con il trattore e la botte al seguito che irrorano, irrorano e irrorano con l'atomizzatore anche se c'è vento, incuranti di tutto il resto, se da li a poco passerà una persona a passeggio magari con bambini.
E' una brutta illustrazione della situazione a Caprarola e dintorni, ma le nocciole significano soldi e i soldi sono più importanti della vita degli altri anche quella dei propri figli.
Questo è molto chiaro ai nostri politici ed è per questo che non ne parlano mai contro, anche se nell'aria le loro famiglie respirano il veleno dei fitofarmaci, perché limitare i diserbanti e pesticidi fa perdere le elezioni. Ma siamo convinti che sia proprio così?
Siamo proprio certi che i caprolatti sono disposti ad avvelenarsi per un quintale in più? Non sarebbe meglio perdere un pò di raccolto e recuperare quella perdita certificando un prodotto di qualità? Magari migliorando la qualità della vita, aumenterebbe il valore dei propri raccolti, dei terreni, delle case, dei prodotti locali, del turismo, dell'indotto ecc. ecc.
Certo è che orientarsi verso la qualità significherebbe lavorare meno, spendere meno soldi in trattamenti chimici e diserbanti e... questo probabilmente non piacerebbe a tutti.
Lasciate la vostra opinione senza timore e dite esattamente come la pensate.
Ogni opinione aiuterà ad avere un quadro più chiaro sul da farsi per il futuro.
Visto mai che i nostri politici si sono sempre sbagliati?
Di Admin (del 02/04/2008 @ 14:02:04, in POLITICA, linkato 1185 volte)
Intervista ad Elisabetta Mariotti: giovane, solare, sensibile ma tenace con tanta voglia di cambiare le cose come tutti i giovani, da sempre impegnata per dare di più a tutti. E' di Caprarola e alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile 2008 si candida alla Camera dei deputati. Laureanda in Scienze e Tecnologie Agrarie all’Università degli Studi della Tuscia. Ha fatto parte dell’associazionismo scout per diversi anni. Impegnata nei progetti di ricerca nell’ambito della “Patologia vegetale”, approfondisce gli studi all’Università di Berkeley in California. A Viterbo fa parte del coordinamento provinciale del PD,. Rappresentante degli studenti nella facoltà di Agraria e nel Senato accademico dell’Università degli studi della Tuscia.
Ecco l'intervista:
Se dovessi raccontarti come ti descriveresti?
Sono nata il 1 Aprile 1978, sono una laureanda in Scienze e tecnologie agrarie
all’ Università della Tuscia, ho un lavoro part-time a tempo determinato, vivo a Caprarola con la mia famiglia fin da bambina.
La tua famiglia?
In famiglia siamo in quattro: mio padre è un impiegato con la passione per la campagna,mia madre una maestra, che per molta parte della sua vita ha lavorato nell’amministrazione pubblica, da alcuni anni è in pensione e si occupa della nostra piccola azienda agricola. Mio fratello,qualche anno più giovane di me che lavora nell’informatica e ora vive in Lombardia.
Le esperienze che ti hanno segnato di più?
Lo scoutismo: la vita di comunità,l’ essenzialità dello stile e il servizio sono per me un grande tesoro. Le esperienze umane positive e negative mi hanno formato. Porto sempre con me gli amici,l’affetto e l’energia dei ragazzi.
E la politica universitaria, una grande palestra, un esperienza in cui ho avuto la possibilità di lavorare con i miei coetanei e con docenti a cui devo molto.
Soprattutto l’esempio e l’affetto di chi mi ha cresciuto.
Di dov’è la tua famiglia?
Direi dei Cimini mia madre di Caprarola,nata in paese in una grande famiglia (12 figli) divisa tra la campagna e l’attività di trasportatore di mio nonno, normale nella sua straordinaria semplicità. Mio padre di Carbognano, una famiglia di commercianti da prima bestiame e vino, poi le attività commerciali in paese
Cosa Ti aspetti dalla politica?
Un atteggiamento responsabile e la ricerca di un reale miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Credo che ognuno debba utilizzare le competenze e le peculiarità che possiede per migliorare la realtà che lo circonda; questa convinzione mi ha spinto ad occuparmi di politica prima in ambito universitario e ora nel PD.
Qual è il tuo legame con Caprarola e la Tuscia?
Molto profondo, un "aesaggio“ e gente aspra e fiera che mi somiglia. Li porto sempre con me.
Perché occuparsi ancora di politica?
Come mi è capitato di dire spesso, e vorrei poter ricordare a tutti coloro che non credono importante votare:
-Noi possiamo disinteressarci della politica ,ma lei fatalmente si occuperà di noi.
La nostra vita è influenzate dalle scelte politiche, quindi è nostro ,tanto interesse , quanto dovere occuparci di ciò che accade dove si decide di noi.
Da qui un rapporto più stretto anche con i politici pretendere una comunicazione continua anche dopo il voto.
L’antipolitica?
La vera antipolitica non è nei movimenti di piazza, credo anzi che parte della politica italiana ha dimostrato di rispondere a quelle piazze riflettendo sulle sue regole interne e rinnovandosi. L’antipolitica è piuttosto nel partito del non voto e nella politica spettacolo in cui successo immagine e grandi capitali possono più delle proposte reali.
Perchè il PD?
“Il partito democratico”- lo aspetto da sempre.
La partecipazione democratica un valore imprescindibile, la laicità dello stato che si pone in ascolto delle diverse sensibilità, un ambientalismo propositivo, uno stato sociale attento e tutelato, un istruzione che sia la reale tutela per le pari opportunità…
Questi i valori del riformismo democratico che sento miei, figli dei movimenti dell’800, che sono la nostra storia, ma debbono essere visti da una nuova prospettiva, che superi gli steccati ideologici vecchi e stanchi, fantasmi che qualcuno vorrebbe riproporre, per allontanare l’attenzione dai problemi delle persone.
Di Admin (del 29/03/2008 @ 00:24:50, in POLITICA, linkato 1646 volte)
C'è una conferenza importante a Palazzo il 29 marzo su "Clelia Farnese" la figlia del Card. Alessandro, ma nessuno sa niente. Sembra proprio che i cittadini di Caprarola debbano essere perennemente gli ultimi ad avere notizie su eventi culturali che interessano la città come quello in corso. Un appuntamento che per l'importanza storica e per l'eccezionalità dell'ingresso gratuito, grazie alla "Settimana della Cultura" indetta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali", dovrebbe essere di dominio pubblico ma non solo, dovrebbe essere un'occasione imperdibile per accrescere la nostra conoscenza sulla storia di Caprarola ed uno stimolo verso le nostre scuole Elementari, Medie e l'Istituto Alberghiero, per accompagnare gli alunni a seguire questi incontri.
Le istituzioni non informano i cittadini forse perché pensano che tanto al caprolatto poco può interessare del palazzo Farnese, dei suoi affreschi, dell'arte e della cultura. Ma la cultura è come un optional inutile per le istituzioni che non sanno che farne.
Ebbene vi informiamo, seppur in ritardo, che sabato 29 e domenica 30 marzo presso il Palazzo Farnese di Caprarola, si terranno alcuni importanti appuntamenti:
Sabato 29 marzo
Ore 15,00 Visita Guidata in chiave ermetico-alchemica a cura di Paolo Gasbarri
Ore 17,00 Clelia Farnese, la figlia del Cardinale Alessandro Conferenza della dott.ssa Patrizia Rosini
Promosso da: Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Lazio
Biglietto gratuito - Prenotazione: Facoltativa Prenotazione telefonica: 0761 646052
Domenica 30 marzo Ore 10,00 visita guidata
Ore 12,00 visita guidata
Ore 15,00 visita guidata
A cura dell'A.G. Tur. (Associazione Guide Turistiche della Provincia di Viterbo)
Ore 17,00 Jus Primae Noctis - Madonna Julia - Reading Teatrale in chiave storica, scritto e diretto da Federico Caramadre Ronconi
Per maggiori informazioni: Palazzo Farnese di Caprarola, Telefono 0761 646052
Di Admin (del 28/03/2008 @ 19:48:29, in POLITICA, linkato 577 volte)
Non è uno scherzo, non è un pesce di aprile, ma un appuntamento vero e soprattutto da non mancare con il presidente della provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli che farà una visita ai caprolatti per illustrare il programma elettorale del PD ed ascoltare le opinioni dei cittadini.
Un appuntamento importante perché potrete ascoltare direttamente dalla voce del presidente della Provincia i futuri progetti per il nostro territorio e quindi anche di Caprarola. Un consiglio, non abbiate timore, proponetevi, fate le vostre domande sul tema che più vi sta a cuore, interrogate il Presidente su come potrebbe cambiare Caprarola se sarà il PD a guidarci.
FATEVI SENTIRE.
Ma chi è Alessandro Mazzoli?
Alessandro Mazzoli è nato nel giugno del 1972 a Frosinone, dove ha conseguito il diploma di maturità al Liceo scientifico.
Si trasferisce a Viterbo nel 1991 per frequentare la Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia e qui intensifica il suo impegno politico.
Dal 1993 al 1997 è segretario provinciale della Sinistra Giovanile. Ricopre quindi l’incarico di responsabile dell’organizzazione della federazione dei Democratici di Sinistra di Viterbo per tre anni, fino a quando, nel 2000 viene eletto segretario provinciale del partito. In tale incarico è stato riconfermato dai congressi del 2001 e del 2005.
Mazzoli è sposato ed è consigliere di amministrazione dell’ATER, l’Agenzia che ha preso il posto dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Viterbo.
Di Admin (del 25/03/2008 @ 11:59:56, in POLITICA, linkato 1456 volte)
Votazioni del 13 e 14 aprile per eleggere il nuovo sindaco di Viterbo: cambiano i ruoli, cambiano i tempi ma le facce sono sempre le stesse incuranti del danno alle ideologie dei cittadini disorientati e costretti alla stessa minestra riscaldata.
Forse VIterbo è l'emblema di come il potere corra sempre nello stesso letto, mai una deviazione, mai una foce, mai una innovazione concreta con persone nuove e giovani, mentre la cittadinanza costretta a scegliere tra le solite facce finisce per scegliere il meno peggio o quello più sostenuto. Non c'è bisogno di spulciare tra i nomi per ricordare le vecchie facce viste in passato nelle cariche istituzionali e amministrative della città, nella provincia, in regione o al governo italiano.
Vi elenchiamo tre degli esempi più significativi ma che la dicono lunga: tutto il resto, come diceva Claifano, è noia.
Giulio Marini
Nel 1987 lavora presso la Camera di Commercio di Viterbo. Nel 1994 si iscrive a Forza Italia e due anni dopo divenne consigliere comunale di Viterbo. Poi fu vicesindaco fino al 1997 e nello stesso tempo assessore allo sviluppo economico ed all'ambiente. Dal 1997 al 1999 e poi dal 2000 al 2005 è presidente della provincia di Viterbo. Cavaliere della Repubblica italiana, viene eletto senatore alle consultazioni politiche del 2006 nella lista di Forza Italia. Nel 2008 si candida a sindaco di Viterbo per Il Popolo della Libertà.
Si candida a Sindaco di VIterbo
Ugo Sposetti
Tesoriere dei Democratici di Sinistra, Senatore della Repubblica nella X e XI legislatura e attualmente membro della Camera dei Deputati. Nel 1976 è eletto segretario della federazione di Viterbo del Partito Comunista Italiano, fino al 1978, anno in cui venne eletto Presidente della Provincia di Viterbo, nel 1983 passò al ruolo di vicepresidente sempre della Provincia di Viterbo e contemporaneamente divenne Presidente della Centro Merci s.p.a. Nel 1987 viene eletto per la prima volta al Senato, venendo poi confermato nel 1992 nella XI legislatura, che durò fino al 1994. Nel 1995 si candida come Sindaco di Bassano in Teverina (VT) vincendole e viene confermato nella successiva amministrazione. Dal 1996 al 2001 ha fatto parte della Segreteria tecnica del Ministero delle Finanze, con il Governo Berlusconi II ha dovuto lasciare l'incarico ed è stato nominato tesoriere dei Democratici di Sinistra. Il 21 aprile 2006 nella circostrizione XVI (Lazio 2) è stato nominato Deputato della Camera nelle liste dell'Ulivo.
Si candida a Sindaco di Viterbo
Rodolfo Gigli
Due poltrone, anzi tre. Con le ultime elezioni regionali Rodolfo Gigli, ha fatto il pieno: consigliere comunale nel capoluogo della Tuscia, consigliere regionale del Lazio e deputato. Eletto per tre volte con Forza Italia, e ora in fuga verso un approdo neocentrista nell’U.d.C., non ha mancato una sola tornata elettorale. Tutto sempre e solo nello stesso collegio del viterbese: la sua provincia, il feudo che Gigli, classe 1935, una vita nella DC all’ombra di Giulio Andreotti, si è costruito fin dagli anni ’80. E che ora rappresenta a ogni livello: 2001 Camera, 2004 Comune, 2005 Regione. Peccato solo che quest’anno Regionali e Provinciali di Viterbo coincidessero, impedendo una doppia candidatura (ma l’assenza è stata rapidamente compensata dall’ingresso del fratello Ugo nella nuova giunta di centrosinistra, come assessore al bilancio).
Rodolfo Gigli si candida a Sindaco
Di Admin (del 19/01/2008 @ 09:27:13, in POLITICA, linkato 777 volte)
In un momento storico dilaniato dall'economia, da una politica ambigua e subdola, dove i delinquenti godono di ammirazione e i poveri sono quasi scherniti, dove un governo di sinistra penalizza i deboli e un'opposizione di destra che diventa sempre più popolare, torna in voga una vecchia ma attualissima canzone di Giorgio Gaber che vi riproponiamo con un suo video. Non c'è da stupirsi se oggi continuiamo a perderci in una società buia, senza limiti e confini, dove nessuno riconosce la propria identità, figuriamoci quella degli altri.
Una società dove la politica sta vivendo una metamorfosi mai vista negli ultimi 50 anni. La sinistra al governo che vuole risanare il debito pubblico aumentando le tasse che fanno scoppiare le famiglie povere ormai ben prima del 27 del mese.
Un centro destra che si reinventa con l'appellativo di "il popolo della libertà" e che, sembra, come oggetto principale della mission vede proprio il recupero di una fascia di italiani destinata a alla ghettizzazione. Intanto, dopo i continui scandali, gli imbrogli politici e le incapacità di governare, scoppia il "declino italiano", l'espressione tanto in voga nei paesi stranieri per definire le angosciose vicende italiane, ogni giorno sempre nuove e quasi sempre più indegne.
Ecco perché ci si chiede, ma lo faceva già tanto tempo fa Gaber, cos'è la sinistra? cos'è la destra? Ma profeticamente il grande Gaber diceva anche che noi ce la prendiamo con la storia ma che la colpa, in effetti, è solo la nostra.
Grazie Giorgio