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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Incontro pubblico per informare ancora una volta i cittadini sulla potabilità e sullo stato di salute del Lago di Vico.
Tutto ciò che dovete sapere sulla realtà dei fatti e sulle notizie false che continuano ad apparire sui mezzi di comunicazione. Non mancate... è nel vostro interesse.
In questi ultimi anni il Lago di Vico è stato spesso oggetto di importanti discussioni in merito ai problemi ambientali ed alla qualità delle acque che da esso vengono prelevate...
Dopo i primi due incontri tenutisi nei mesi di giugno e luglio scorsi, l’ordinanza di divieto di luglio e la revoca di agosto, il Comune di Caprarola continua ad informare la cittadinanza sullo stato dei fatti attraverso incontri pubblici per affrontare tali problemi con estrema chiarezza e trasparenza su tutti i punti che spesso hanno generato confusione ed eccessivi allarmismi.
Tutti i cittadini sono invitati ad intervenire al 3° incontro pubblico che si terrà il giorno venerdì 20 agosto 2010, alle ore 17.30 presso la Sala Convegni delle Ex Scuderie Palazzo Farnese.
Il Sindaco Alessandro Cuzzoli
L’Assessore all’Ambiente Arcangelo Giorgi
I risultati delle analisi: praticamente negative. Ora basta veramente con l'allarmismo ingiustificato che ha diffuso il terrore sul lago.
Le nuove analisi dimostrano che, come prevedibile, in questo periodo dell'anno la presenza di cianoficee, ed in particolare le microcistine, è praticamente inesistente. Si procede quindi con il ritiro dell'ordinanza che come sapete è stata emessa su pressione dell'AUSL in via precauzionale. Una precauzione, però, che se gestita in questo modo, continuerà a causare disagi e danni all'immagine del territorio già compromesso turisticamente.
Vediamo di capire i motivi per cui si crea questo giro vizioso.
La AUSL segnala al Comune che dalle analisi effettuate dall'ARPA risulta la presenza di cianoficee, le alghe a cui appartiene anche l'alga rossa (planktotrix rubescens), un alga che sul finire dell'inverno e in primavera rilascia delle tossine pericolose, le microcistine (MC). Non avendo l'ARPA gli strumenti necessari per rilevare la presenza di queste MC, ma solo le cianoficee, la AUSL in via cautelativa chiede al Comune di emettere ordinanza di non potabilità.
Questo è accaduto già in febbraio 2010. Dopo le analisi dell'ISS è risultato che la presenza di MC era inferiore alla soglia imposta dall'OMS (organizzazione mondiale sanità).
Da quel momento il Comune, su consiglio dell'ISS, ha chiesto altri prelievi che analizzati hanno confermato che dopo il filtro, la presenza delle MC era sotto al livello consentito. Poi arriviamo in Luglio quando l'AUSL dalle analisi dell'ARPA, verifica la presenza di cianoficee e chiede al Comune, ancora una volta, in via cautelativa, di emettere ordinanza di non potabilità e addirittura dil divieto di balneazione e così è stato con tutti i disagi prevedibili per le persone, gli esercenti e per tutte le famiglie nonché tutti gli operatori turistici che si sono visti un crollo del turismo. D'urgenza il Comune ha chiesto ulteriori analisi all'ISS che finalmente sono arrivate, dove addirittura, come prevedibile, non è stata riscontrata la presenza di MC dopo i filtri.
Ora è facile capire che se domani l'ARPA effettua nuove analisi e troverà la presenza di cianoficee, che ci saranno sempre perché sono specie di alghe a cui appartiene l'alga rossa e comunque non determina necessariamente la presenza di MC, chiederà al Comune di emettere una nuova ordinanza.
Come la mettiamo?
Non sappiamo il perché di questa insistenza, ma ormai è stato ampiamente dimostrato, grazie alle analisi dell'ISS, che la presenza di MC dopo i filtri è sotto controllo sia in primavera, periodo di massima intensità, che in estate.
Quel che rimane da fare, urgentemente, è risollevare l'immagine del lago di Vico e di Caprarola che hanno risentito di questa cattiva pubblicità.
Intanto si sono avviati gli studi di fattibilità di un progetto per diminuire l'apporto di fertilizzanti ed attenuare il fenomeno dell'alga rossa e dell'eutrofizzazione
LEGGI LE ANLISI DL'ISS DEL 20 07 2010 IN FORMATO PDF >>
Domani 23 luglio alle ore 18,00 il Comune di Caprarola invita tutti i cittadini a a partecipare al secondo incontro pubblico per informare e discutere sulla potabilità e sulla balneabilità del lago.
Vista l'ordinanza n'50 del 13 luglio 2010 e corisiderati 1 continul ed inglustificati disagi che sono costretti a sostenere questa Amministrazione e, soprattutto, i cittadini, gli operatorl turistici e commerciali di Caprarola, la stessa Amininistrazione intende rendere note tutte le azioni ed i procedimenti messi in essere pet contenere, contrastare e porre definitivamente termine a questa non più sostenibile condizione.
Una situazione generata da inadempienze e mancanze che non sono attribuibili all'Amministrazione Comunale ne tantomeno al cittadini di Caprarola, ma che per colpe e responsabilità di terzi soggetti ed istituzioni siamo noi comunità caprolatta coostretti a pagarne tutte te conseguenze.
Il Comune di Caprarola vuole continuare, come ha sempre fatto da quando si 6 rtianifestato il "problema Lago di Vico", a garantire la salute del cittadini e la salvaguardia dell'immagine e della reputazione del Lago di Vico e del suo ecosistema.
QUINDI
tutti i cittadini sono invitati ad intervenire numerosi al secondo incontro pubblico che si terrà il giorno venerdì 23 luglio, alle ore 18:00 presso la Sala Convegni delle Ex Scuderie di Palazzo Farnese.
NB Non lasciate commenti su questo articolo che è solo a scopo informativo.
Grazie
Admin
Intervento cautelativo o obbligo di divieto?
Siamo alle solite divergenze interpretative delle leggi e delle disposizioni in materia sanitaria, ma questa volta il rapporto tra cittadini e Comune si crina profondamente.
L'ordinanza c'è, eccome se c'è!
Per come si sono sviluppate le cose mi astengo da ogni commento in merito, rimandando ad un secondo tempo, con qualche notizia in più e meno alterato emotivamente, la possibilità di esprimermi nei confronti del Comune.
Non ho parole.... ma voi si, voi potete dire tutto ciò che volete.
LEGGI L'ORDINANZA DEL 13 07 2010 IN FORMATO PDF >>
NEWS
LEGGI IL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE : 21 07 2010 >>
Le dichiarazioni dissennate, i falsi allarmismi degli ultimi mesi riguardo l'inquinamento del lago di vico stanno causando un danno più grave dell'inquinamento stesso.
Ormai la bomba è scoppiata e noi dobbiamo allungarne la eco il più possibile ma evitando ai furbetti di specularci sopra. Intendo dire sempre le solite cose, e forse sarò diventato ormai noioso ma se non ci rendiamo conto di cosa sta succedendo e di come stanno realmente le cose diamo la possibilità a certi giornalisti senza scrupoli di spacciare tutto per vero sapendo perfettamente che non è così.
Il tam tam nella rete, inoltre, deforma la verità ad ogni rimbalzo. Non crediate che la salute del lago e quella dei cittadini sta a cuore a chi descrive il lago come una fogna.
Lo abbiamo detto e ribadito tante e tante volte che i problemi esistono e vanno certamente risolti, ma ripetere continuamente che il lago è un grave pericolo per cittadini, turisti, utenti etc., oltre ad essere una banalità ed una falsità, non giova a nessuno anzi... Tutti quelli che sparano a zero facendo terrorismo, saranno forse i primi a rendersi conto che tutto ciò causerà un danno economico al territorio, ancor più grave dell'inquinamento stesso. Si perché sarebbe bastato applicare in "via cautelativa", come propose azzardatamente la ASL per la presenza di cianobatteri, oltre alla non potabilità, anche il divieto di balneazione. In questo modo avremmo tutelato immediatamente la salute dei cittadini evitando il grande clamore ingiustificato intorno al problema. Il rischio per i bagnanti è proporzionato alla percentuale di microcistine (sostanze rilasciate dall'alga rossa), all'età e all'esposizione più o meno prolungata.
Quindi se non sappiamo esattamente quale percentuale di microcistine è presente in questo momento, come si può calcolare il tempo di esposizione considerando anche l'eventuale dispersione in aria di tali sostanze? Una corretta informazione, quindi, aiuterebbe l'utente a comprendere che potrebbe tranquilla mente godersi il sole del lago, farsi un paio di bagni e tornarsene a casa senza aver corso nessun rischio.
Per quanto riguarda la presenza di metalli pesanti, dobbiamo innanzitutto specificare che tali elementi sono stati individuati nei sedimenti ed in alcuni punti del lago. Anche in questo caso serve una corretta informazione tramite un sistema di faq in rete o nei locali pubblici su cui ogni utente rapporta il suo stato individuale. Invece oggi, a distanza di mesi intensi di notizie sparse ovunque, distorte e mal interpretate da chi le riporta, il circondario del lago di Vico vede un crollo turistico preoccupante dovuto prevalentemente all'effetto mediatico. Molti meno turisti, molti i turisti preoccupati che evitano di bagnarsi, ristoranti e alberghi semivuoti, crollano i prezzi immobiliari, e siamo solo agli inizi.
L'economia del territorio è seriamente a rischio per due motivi fondamentali: non aver preso le dovute precauzioni negli ultimi trent'anni e la divulògazione di notizie inesatte ed eccessivamente allarmanti.
Cosa fare dunque?
Procedere immediatamente con una corretta informazione verso cittadini e turisti sullo stato di salute dell'ecosistema lacustre
Eventuali rischi per la salute delle persone
Precauzioni consigliate per i bagnanti
Ma chi è l'organo preposto?
Si è parlato del problema dei diserbanti, dei concimi, dell'inquinamento antropico della potabilità dell'acqua e del centro chimico militare... Risultato?
Il Risultato è stato incoraggiante per un verso e deludente per un'altro. Al primo appuntamento organizzato dal Comune per far luce sulle problematiche che ormai conosciamo benissimo, e che negli ultimi mesi hanno infuocato le discussioni, c'erano pochissime persone... forse 50 o 60.
Non erano presenti gli amministratori di maggioranza, ad eccezione dell'Ass, Arcangelo Giorgi, e solo 2 consiglieri di minoranza l'Ass, alla Comunità Montana Eugenio Stelliferi e la Dott. ssa Daniela Boltrini.
Non sappiamo se l'assenza è dovuta ad una scelta per non influenzare l'incontro o per un disinteresse generale, o per una contestazione... non si è capito bene. Ma, per assurdo, le centinaia di persone che ci saremmo aspettati di incontrare, non c'erano. Come mai?
Delle associazioni presenti a Caprarola, inoltre, erano presenti Legambiente e I Pirati. E le altre?
Sarà che tutti gli altri erano impegnati, sarà che qualcuno abbia scoraggiato o pilotato le presenze per dimostrare uno scarso interesse della popolazione, ma tutti quelli che si sono battuti per sapere, per capire, per recuperare lo stato di salute del lago e la potabilità dell'acqua... dove sono finiti? Tutti impegnati?.
E allora, a cosa serve alzare tanta polvere se poi non si concretizano le proteste? Comunque noi c'eravamo e abbiamo manifestato il nostro disappunto.
L'incontro è stato condotto da Pierluigi Morganti, responsabile dell'Uff. Tecnico, il quale ha dato un senso importante alle vicende a cominciare dall'uso indiscriminato delle notizie apparse sui mezzi di comunicazione , puntando il dito sul giornalismo terroristico e sull'inesattezza delle notizie veicolate.
Per farla breve, abbiamo avuto conferma che l'acqua che esce dai rubinetti è potabile grazie ai potenti filtri a carboni attivi ed al potabilizzatore. Questo è l'aspetto più importante, ma la grande preoccupazione è rivolta ad un futuro non troppo lontano quando il bacino del lago potrebbe collassare. Il lago di Vico soffre di un grave stato eutrofico, ovvero una inesorabile asfissia causata da vari fattori:
1 la morfologia del fondale e la sua profondità
2 la presenza di azoto, apportata dai fertilizzanti usati in agricoltura
3 l'antropizzazione, ovvero gli scarichi fognari che portano fosforo In pratica il lago soffre dove la profondità supera i 30 metri in cui è difficile l'ossigenazione.
L'apporto di azoto avviene con il dilavamento del terreno in cuì si trovano concentrazioni di concimi. L'azoto insieme al fosforo, alimentano lo sviluppo delle alghe che sottraggono ossigeno all'acqua. Alcune di queste alghe, come la Planktotrix Rubescens, incriminata per il rilascio delle sue tossine, dopo l'infiorescenza e con l'aumento delle temperature primaverili, crollano sul fondo e marciscono aumentando notevolmente l'effetto eutrofico.
Ad aggravare la situazione ci sarebbe l'apporto di fosforo, presumibilmente dovuto agli scarichi fognari dell'insediamento abitativo e dei ristoranti di Punta del lago (Ronciglione). Presumibilmente perché, secondo le analisi dell'acqua, questi scarichi sono dimostrati ma non sappiamo con certezza se è vero che il collettore per la raccolta delle fogne non funziona o non funziona parzialmente. Per attenuare lo stato eutrofico del lago, quindi, è necessaria una immediata riduzione di queste sostanze che, oltretutto, alimentano lo sviluppo dell'alga rossa.
Il Comune dichiara di aver già avviato un primo intervento con la collaborazione degli agricoltori ripristinando le fasce di rispetto e l'utilizzo di specifici fertilizzanti.
Per quanto riguarda invece l'inquinamento da metalli pesanti, presumibilmente causato dal centro chimico militare, la cosa si complica, perché, secondo l'intervento di Fabrizio Giometti di Legambiente, sembra che l'Esercito non voglia farsi carico di certe responsabilità. Quindi, anche se si è avviato un processo di tutela e di recupero, la strada è ancora molto lunga da fare, per cui serve più partecipazione da parte di tutti perché, secondo come stanno le cose, già quest'anno non è consigliabile fare il bagno al lago in particolare nel versante di Ronciglione dove la presenza di queste sostanze è più elevata.
Questo vale per adulti e bambini...
Cosa facciamo?
 Finalmente il tanto atteso incontro pubblico per affrontare con chiarezza e trasparenza i problemi ambientali e la qualità delle acque. Un appuntamento a cui non possono mancare tutti i cittadini ed in particolar modo gli utenti del Blog che hanno partecipato fin dall'inizio ai dibattiti online.
Riceviamo e trasmettiamo il seguente comunicato inviato dal Comune di Caprarola in data odierna.
Lago di Vico e potabilità delle acque …….. il Comune informa
In questi ultimi anni il Lago di Vico è stato spesso oggetto di importanti discussioni in merito ai problemi ambientali ed alla qualità delle acque che da esso vengono prelevate. In seguito ai numerosi incontri, tavoli tecnici e riunioni svolte con i vari Enti interessati, Associazioni ed Istituti di Ricerca, il Comune di Caprarola intende informare la cittadinanza sullo stato dei fatti attraverso incontri pubblici per affrontare tali problemi con estrema chiarezza e trasparenza su tutti i punti che spesso hanno generato confusione ed eccessivi allarmismi.
Tutti i cittadini sono invitati ad intervenire al primo incontro pubblico che si terrà il giorno sabato 19 giugno, alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Caprarola in Via Filippo Nicolai 2.
Il Sindaco Alessandro Cuzzoli
L’Assessore all’Ambiente Arcangelo Giorgi
Per scoprire tutto ciò che avreste dovuto sapere e che nessuno vi ha mai detto sul rischio Lago di Vico
 Per la prima volta uno spaccato dettagliatamente descritto nel libro Veleni di Stato di Gianluca Di Feo, presentato da Legambinete Lago di Vico, in cui vengono affrontate le critiche realtà legate al"centro chimico militare" del lago di Vico che l'autore definisce "Chemical City".
Un appuntamento da non mancare assolutamente che potrebbe essere il primo passo per la costituzione di un comitato cittadino. NON MANCATE.
Ecco il comunicato inviatoci dal Presidente Fabrizio Giometti di Legambiente Lago di Vico
Nel 1941 l'Italia disponeva di uno dei più grandi arsenali di armi chimiche del mondo. Antrace, iprite, virus, batteri: la fabbrica dei veleni creati per costruire l'impero della dittatura fascista ha divorato vittime in Libia e in Etiopia, ha colpito i combattenti spagnoli che lottavano per la libertà, lasciando dietro di se una scia di malattie e dolore.
Ma la creazione di questi stessi veleni ha preteso un prezzo altissimo anche all'Italia: durante le fasi di sperimentazione, e poi con il concludersi della guerra, intere zone del nostro paese sono state contaminate dagli esperimenti, ordigni sono stati abbandonati davanti alle coste delle Marche e della Puglia, testate letali sono state scaricate attorno a Ischia. Tutto ciò, a partire dal dopoguerra, è scivolato nel più assoluto silenzio.
Gianluca Di Feo ricostruisce la sorte delle fabbriche di queste sostanze e dei laboratori usati per studiare i distillati tossici e mai bonificati: nel Golfo di Napoli, sulla costa di Pesaro, sulle rive del Lago Maggiore, nei boschi della Tuscia. Industrie e depositi nascosti per decenni da ministri, generali, industriali, un segreto vissuto nel silenzio per generazioni. Attraverso documenti inediti e secretati, denuncie inascoltate dalle popolazioni, testimonianze e sopralluoghi,
Di Feo compie un viaggio nell'abisso più nero della nostra storia. Un abisso ancora aperto.
IL CIRCOLO LEGAMBIENTE LAGO DI VICO presenta il libro VELENI DI STATO di GIANLUCA DI FEO
Che fine hanno fatto le armi chimiche e batteriologiche sperimentate nei laboratori del Duce? Cosa si produceva nella “Chemical City” di Ronciglione, una delle più segrete fabbriche di morte del regime? Attraverso documenti inediti e secretati provenienti dagli archivi militari americani, inglesi e tedeschi,
Di Feo compie un viaggio nell’abisso più nero della nostra storia. Una storia, che a decenni di distanza, ci lascia una pesante eredità da affrontare e risolvere. Ne discutono: GIANLUCA DI FEO Giornalista. Da vent’anni, prima al “Corriere della Sera” e ora all’“Espresso”, si occupa di criminalità organizzata, corruzione, traffico di armi e servizi segreti. ENRICO MEZZETTI Avvocato, difensore di una vittima del fosgene GIUSEPPE NASCETTI Professore Dipartimento Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile dell’Università della Tuscia Introduce e coordina FABRIZIO GIOMETTI Presidente Circolo Legambiente Lago di Vico
giovedì 13 maggio . ore 17.30
Caprarola . Scuderie Palazzo Farnese
Hanno assicurato la loro partecipazione gli amministratori locali dei Comuni di Ronciglione, Caprarola, Corchiano e della Provincia di Viterbo
info: 333 9600474 giometti@fastwebnet.it
Dopo l'incontro organizzato a Ronciglione, tutti d'accordo: al via la bonifica del lago di Vico a cominciare dal Centro Chimico, ma...
Grazie all'incontro organizzato dall'associazione "RonciglioneViva", tenutosi a Ronciglione lo scorso 30 aprile, si è visto un pullulare di figure politiche tutte disposte a collaborare sul grave stato di salute del lago di Vico. Si sono affrontate le problematiche che conosciamo già, ma sorprendentemente unanimi sono state l'opinione principali, ovvero che il lago è inquinato e che va assolutamente bonificato.
Tra i presenti :
Rossana Cintoli dirigente Arpa Lazio: "non mi era mai capitato di trovare una contaminazione del genere in un lago”.
il colonnello Antonio Massaro, del ministero della Difesa, annuncia una completa bonifica del territorio entro la fine dell’anno.
Giuseppe Parroncini , consigliere Regione Lazio: la Pisana può fare la sua parte. E’ competente nella bonifica dei siti inquinati e può eseguire uno studio preliminare. “L’importante – dice – è che nessuno scavalchi nessuno e che non manchi un coordinamento tra i vari enti in campo”.
David Sassoli, europarlamentare, è possibile aprire un tavolo tecnico a Bruxelles sula questione lago di Vico - centro chimico.
L'assessore Pietro Lazzaroni (delegato all’Agricoltura, a Ronciglione)
Arcangelo Giorgi (con delega all’Ambiente per Caprarola)
Tutti d'accordo e disponibili a risolvere la questione e tutelare la salute dei cittadini.
Siamo pronti a saltare di gioia?
Non saprei, anche se era ciò che volevamo e per giunta in così breve tempo da far vergognare tutti i diffidenti. C'è solo un grande rischio in tutto questo.
La preoccupazione e che con tanti interessi politici intorno a questo argomento, ci sia in mezzo chi vorrebbe accaparrarsi un merito a tutti i costi, mentre qualcun altro voglia in qualche modo infilarsi dentro per ottenere un compito da svolgere, a pagamento s'intende.
Magari uno di quegli incarichi pubblici particolarmente costosi.
A noi, onestamente, se da tutta l'operazione di bonifica qualcuno ne giovasse in maniera poco onesta ci interesserebbe relativamente, ma la preoccupazione che se ci sarà una spartizione di compiti, competenze e "quindi di soldi", si finisca per disperdere eccessivamente gli eventuali stanziamenti che non potrebbero bastare per completare l'opera di bonifica.
La conseguenza sarebbe un allungamento dei tempi ed un eccessivo esborso di soldi pubblici.
Ma che ci frega, tanto paga sempre pantalone.
Un grande, merito, però, dobbiamo riconoscere all'associazione RonciglioneViva che ha saputo organizzare questa tavola rotonda così importante.
Il Comune:
un progetto per tutelare la salute dei cittadini.
Le tensioni dei mesi precedenti, riguardo la possibile presenza dall'alga rossa nei rubinetti dei cittadini, si sono risolte normalmente con l'efficiente filtro a carboni attivi che ha lavorato perfettamente bloccando le microcistine rilasciate dall'alga rossa.
Quindi, al momento, nessun rischio oggettivo per la salute dei cittadini, ma il problema non è affatto risolto definitivamente, per cui il Comune sta affrontando una serie di studi per ottimizzare il sistema idrico di Montetosto e del pozzo di Magliano. In pratica Caprarola, attraverso potenti pompe, pesca l'acqua nel lago di Vico che viene filtrata da potenti filtri a carboni attivi, e poi viene convogliata verso le abitazioni per uso umano. Il sistema filtrante però, è costantemente sotto stress per cui necessita di un potenziamento per ottimizzare la sua efficienza e la sua durata nel tempo.
Tuttavia, sarebbe opportuno alleggerire il lavoro di questo sistema, utilizzando altri pozzi del del Comune, come ad esempio quello di Magliano che, però, al momento non può essere attivato a causa della presenza di arsenico sopra la soglia consentita. Il progettato del Comune, quindi, è quello di munire il pozzo di Magliano con un potente "dearsenificatore" per abbassare il livello di arsenico e renderlo potabile, e di potenziare il sistema filtrante a carboni attivi presso Montetosto. in questo modo, avremo una potabilità più sicura e duratura nel tempo.
E' il primo passo verso una serie di interventi per migliorare la salute dei cittadini e dell'ambiente, a cominciare dalla valle del Lago di Vico che, come ben sapete, in questi ultimi tempi soffre per colpa di una serie di concause, tra cui le pratiche agricole del nocciolo, l'antropizzazione e, in particolar modo, dalla presenza di metalli pesanti rilasciati da una presunta attività militare.
Non sarà una semplice soluzione, visti gli interessi economici, politici e militari che ruotano intorno al problema, ma sembra ormai diffusa la disponibilità di agricoltori, cittadini ed amministrazioni a recuperare definitivamente uno dei laghi più belli d'Italia.
 Un rapporto del 25 marzo 2010 redatto dal Ministero della Difesa conferma che un indagine geofisica eseguita nell'ex sito militare del lago di Vico ha riscontrato la presenza di metalli pesanti.
Riceviamo e pubblichiamo questa comunicazione riguardante il delicatissimo equilibrio del lago di Vico ormai compromesso da attacchi di varia natura che, fortunatamente, stanno ora venendo a galla suscitando un grande interesse e la sensibilizzazione di cittadini, agricoltori e istituzioni.
Ovviamente non basta il nostro amor proprio, ma serve una tenace e costante partecipazione di tutti per evitare che un eccesso di fiducia possa trasformarsi in interventi superficiali.
Admin
Ecco l'articolo inviato dal Circolo Legambiente Lago di Vico

IL VASO DI PANDORA
La valle di Vico, il suo splendido lago e il territorio circostante continuano a riservarci amare sorprese. O forse, più propriamente, vediamo comporsi un micidiale puzzle di emergenze ambientali, che, ]come abbiamo sempre sospettato, purtroppo trovano ora conferma.
Non bastava la gravissima crisi prodotta dal diffondersi dell’alga rossa, che si è stabilmente attestata nelle acque del lago, minacciando l’equilibrio dell’ecosistema e la salute dei cittadini che traggono dalle sue acque la fonte primaria di approvvigionamento idrico, ne la concentrazione altissima di arsenico o la presenza di metalli pesanti (nichel, cadmio, cromo) nei sedimenti, come recentemente evidenziato da un’indagine dell’Arpa.
Veniamo ora a conoscenza di un rapporto del Centro Tecnico Logistico Interforze di Civitavecchia del 25 marzo scorso, che riporta i risultati di una indagine geofisica commissionata dal Ministero della Difesa ed eseguita all’interno del sito militare situato sulle rive del lago, in località Renari, nel comune di Ronciglione. E’ bene ricordare che il suddetto centro chimico militare è stato sede durante l’ultimo conflitto mondiale di “un impianto per la produzione e il deposito di ordigni a caricamento speciale”, un’attività coperta dal segreto militare, perennemente avvolta nel mistero.
Nel corso della recente indagine sono stati effettuati carotaggi e analisi chimiche su campioni di terreno prelevati in superficie e in profondità, evidenziando in alcuni casi concentrazioni di arsenico superiori alla Soglia di Contaminazione. Nello stesso rapporto si evidenzia la probabile correlazione tra la contaminazione esistente nel sito militare e quella riscontrata nel centro del Lago di Vico e si dichiara l’intenzione di procedere ad un più approfondito protocollo di analisi che vada a rilevare la eventuale presenza di altri elementi come il nichel e il cadmio.
Il rapporto sottolinea inoltre che sono state individuate “masse anomale interrate”, e che le operazioni di bonifica che verranno avviate saranno precedute dalla rimozione di “eventuali ordigni inesplosi o altri residuati bellici pericolosi”. Queste, in sintesi, le comunicazioni contenute nel rapporto, che probabilmente non aggiungono molto a quanto tutti già immaginavamo, ma che comunque costituiscono un fatto nuovo di grande rilevanza. Per la prima volta una fonte quanto mai autorevole e diretta ammette che il problema esiste, ponendo fine ad un silenzio che, nonostante l’allarme dei cittadini e degli enti locali, dura da troppi decenni.
Di fronte quindi a questo micidiale intreccio di emergenze (alga rossa, arsenico, metalli pesanti) che hanno origini diverse e richiedono interventi diversificati, ma che congiuntamente minacciano le acque, i sedimenti, il suolo, l’aria che respiriamo, crediamo sia veramente giunto il momento della responsabilità e della trasparenza.
Come per il Vaso di Pandora, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura, così anche nella valle di Vico si è aperto il coperchio delle reticenze, delle mezze verità, dei silenzi, degli interventi mancati. E’ indispensabile allora aprire una nuova stagione in cui tutti, autorità militari, enti locali, agricoltori, cittadini, associazioni, ciascuno per la sua parte di competenza e di responsabilità dia il proprio contributo alla risoluzione di un gravissimo problema che ha cause e tempi diversi, ma che sta mettendo a rischio l’equilibrio di un ecosistema, la salute dei cittadini, l’economia locale.
Per parte nostra continueremo a pretendere innanzitutto di essere informati e di conoscere fino in fondo la verità, perché siamo convinti che solo attraverso la consapevolezza e la partecipazione sarà possibile affrontare e risolvere un problema di questa portata. Narra la mitologia greca che dopo l'apertura del Vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la Speranza, l’unica che era rimasta imprigionata nel fondo. E quindi con speranza, ma anche con ferma determinazione, siamo qui a rivendicare per il nostro territorio un futuro diverso e desiderabile.
Fabrizio Giometti
Circolo Legambiente Lago di Vico
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Ecco finalmente le analisi dell'ISS che smentiscono la presenza di microcistine dell'alga rossa nell'acqua delle nostre case. Ci sono state consegnate dall'Ass. Alessandro Pontuale questa mattina. Al foglio 1 ci sono tutti i parametri e da come si vede sono tutti al di sotto del livello di soglia stabilito in 1 µg per litro. Per cui, da queste analisi si può determinare che non c'è presenza di microcistine pericolosa per la salute dei cittadini.
Tutto questo grazie al sistema di filtraggio in Loc. Montetosto che blocca il passaggio delle microcistine.
Secondo le analisi presentate dall'ISS possiamo avere garanzia che l'acqua dei nostri rubinetti è potabile. Questa mattina ho parlato con l'Ass. Pontuale al quale ho chiesto notizie ulteriori in merito alla tanto discussa "convenzione" del Comune con l'ISS. La risposta è questa: c'è un "accordo" di convenzione, vuol dire che il Comune e l'ISS si sono accordati per effettuare ripetuti campionamenti per tenere sotto controllo l'efficacia dei filtri.
L'accordo è iniziato ma non ancora formalizzato poiché l'ISS deve presentare al Comune il preventivo di spesa a seguito del quale verrà effettuato il mandato. Questo documento mette finalmente in chiaro le cose e soprattutto smorza tutto l'allarmismo creato negli ultimi tempi, in particolar modo verso chi ha sempre confermato la presenza delle microcistine senza avere un risultato concreto ed attendibile.
Questo non vuol dire che il problema non esiste, tutt'altro. Perché lo stesso ISS invita il Comune a ripetere costantemente i controlli ed in particolar modo l'efficacia dei filtri che necessitano di una corretta manutenzione ed eventualmente di un aggiunta di filtri per incrementare la garanzia.
Ora dovremo affrontare gli altri punti spinosi che riguardano la presenza di metalli pesanti e di sostanze chimiche provenienti dall'antropizzazione, in particolar modo l'attività agricola. Sarà lunga ma se riusciamo a mantenere il dialogo e la fiducia tra cittadini, istituzioni ed attività agricole, probabilmente si potrà spuntare un progetto di risanamento.
Ecco finalmente le analisi dell'ISS che smentiscono la presenza di microcistine dell'alga rossa nell'acqua delle nostre case. Ci sono state consegnate dall'Ass. Alessandro Pontuale questa mattina.
Al foglio 1 ci sono tutti i parametri e da come si vede sono tutti al di sotto del livello di soglia stabilito in 1 µg per litro. Per cui, da queste analisi si può determinare che non c'è presenza di microcistine pericolosa per la salute dei cittadini.
Tutto questo grazie al sistema di filtraggio in Loc. Montetosto che blocca il passaggio delle microcistine.
Secondo le analisi presentate dall'ISS possiamo avere garanzia che l'acqua dei nostri rubinetti è potabile.
Questa mattina ho parlato con l'Ass. Pontuale al quale ho chiesto notizie ulteriori in merito alla tanto discussa "convenzione" del Comune con l'ISS. La risposta è questa: c'è un "accordo" di convenzione, vuol dire che il Comune e l'ISS si sono accordati per effettuare ripetuti campionamenti per tenere sotto controllo l'efficacia dei filtri.
L'accordo è iniziato ma non ancora formalizzato poiché l'ISS deve presentare al Comune il preventivo di spesa a seguito del quale verrà effettuato il mandato. Q
uesto documento mette finalmente in chiaro le cose e soprattutto smorza tutto l'allarmismo creato negli ultimi tempi, in particolar modo da chi ha sempre confermato la presenza delle microcistine senza avere un risultato concreto ed attendibile.
Questo non vuol dire che il problema non esiste, tutt'altro. Perché lo stesso ISS invita il Comune a ripetere costantemente i controlli ed in particolar modo l'efficacia dei filtri che necessitano di una corretta manutenzione ed eventualmente di un aggiunta di filtri per incrementare la garanzia.
Ora dovremo affrontare gli altri punti spinosi che riguardano la presenza di metalli pesanti e di sostanze chimiche provenienti dall'antropizzazione, in particolar modo l'attività agricola.
Sarà lunga ma se riusciamo a mantenere il dialogo e la fiducia tra cittadini, istituzioni ed attività agricole, probabilmente si potrà spuntare un progetto di risanamento.
PER VISUALIZZARE LE ANALISI CLICCATE QUI > >
ATTENZIONE, non lasciate commenti qui. Questa pagina serve soltanto per avere a portata di mano il documento riguardante le analisi. Grazie

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