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Sulla qualità delle acque del Lago di Vico

Lunedì 06 Agosto 2007 01:00 amministratore Caprarola - Salviamo il Lago di Vico

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa di Legambiente: non è nel costume di questa associazione diffondere allarmi ingiustificati, ne inseguire polemiche pretestuose, riteniamo però doveroso puntualizzare alcune notizie relative alla salute del Lago di Vico apparse in questi giorni sulla stampa locale.
Per contribuire ad un’informazione completa e trasparente vogliamo allora ricostruire alcuni passaggi fondamentali che nelle dichiarazioni di questi giorni sono stati omessi o dimenticati.

Circa un mese fa è stato presentato agli amministratori locali uno studio commissionato dalla Regione Lazio e realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal dipartimento di Geologia dell’Università Roma Tre e dal Dipartimento di Chimica dell’Università “La Sapienza” di Roma.
L’autorevole rapporto (frutto di una campagna di prelievi durata diciotto mesi e che ha interessato l’intero bacino) denuncia un preoccupante stato di eutrofizzazione delle acque del lago.

Nel bacino infatti, vi è un apporto di sostanze eutrofizzanti (azoto e fosforo) massimo in corrispondenza dei periodi in cui le pratiche agricole prevedono la concimazione e la fertilizzazione dei terreni. Questo comporta un forte incremento dei valori di ossigeno disciolto in concomitanza della più alta proliferazione di alghe. Alla fine del loro ciclo biologico queste muoiono, alimentando fenomeni di putrefazione che consumano l'ossigeno presente, liberando sostanze tossiche.
La crescita ipertrofica dell’alga e il relativo rilascio di tossine ha un andamento stagionale: è concentrato nei mesi invernali e primaverili, quando la temperatura delle acque è più fredda. In questi mesi l’alga cresce enormemente fino a lambire la superficie del lago, mentre nei mesi estivi, con le acque più calde, si ritira nei fondali ad una profondità di diversi metri (15 – 20) Quindi, una prima considerazione: al momento attuale non ci sono rischi per la balneazione, visto che è praticamente impossibile per i bagnanti entrare in contatto con le biomasse algali.
La buona salute del lago dal punto di vista della balneazione è confortata anche dai campionamenti realizzati nelle scorse settimane dalla Goletta dei Laghi di Legambiente, che come noto, non fornisce una patente di balneabilità, giudizio che spetta alla Arpa e al Ministero della Salute. La nostra campagna semmai rappresenta una fotografia puntuale delle acque e analizza coliformi fecali e streptococchi, parametri previsti dalla legge sulle acque di balneazione (Dpr. 470/82). I tecnici del laboratorio mobile di Legambiente hanno riscontrato solo due campioni “leggermente inquinati” in località Riva Fiorita e in prossimità di Punta del Lago, mentre risultano “non inquinati” i due punti di prelievo nel Comune di Caprarola.

Per quello che riguarda la potabilità dell’acqua, invece si fa esclusivamente riferimento allo studio della Regione Lazio prima citato, che fotografa una situazione preoccupante:
“le tossine, la cui concentrazione totale nel lago ha spesso superato il valore limite, viaggiando attraverso gli strati geologici confinanti con le acque del lago, hanno largamente raggiunto le falde utilizzate per captazioni ad uso idropotabile. I valori misurati nei pozzi talvolta hanno superato le indicazioni internazionali prudenziali…”, concludendo che “… si consiglia a tutela della popolazione durante tutto l’anno, l’utilizzo nei potabilizzatori dei comuni di Caprarola e Ronciglione di filtri di carbone attivo, per eliminare sia le biomasse algali che le tossine prodotte”.
Se quindi le cause dell’inquinamento del lago sono dovute all’uso eccessivo di fertilizzanti in agricoltura e agli scarichi di acque reflue non regimentati, lo studio individua alcuni interventi urgenti da adottare (filtri a carbone attivo negli impianti di potabilizzazione), e interventi di carattere strutturale (collettore per gli scarichi fognari e drastica riduzione di pesticidi). Interventi già adottati per “curare” il Lago di Nemi che hanno dato ottimi risultati.
Non è quindi la nostra associazione a lanciare allarmi “irresponsabili” ma semmai autorevoli istituti scientifici sulla base di un’indagine mai così estesa e approfondita. Gli amministratori locali, con i quali ci siamo confrontati serenamente e pubblicamente, invece di minimizzare i fatti o trascinarci in una polemica alla quale non abbiamo nessuna intenzione di partecipare, farebbero bene ad assumersi le proprie responsabilità e ad individuare i primi interventi di risanamento, coinvolgendo le popolazioni locali in un processo di salvaguardia e valorizzazione del territorio.
E’impensabile, soprattutto alla luce della recentissima istituzione del Distretto Agroalimentare di Qualità dei Monti Cimini, che si possa contrapporre la tutela dell'ambiente e del territorio con l'agricoltura. Bisogna piuttosto investire nelle produzioni di qualità e ridurre con decisione l'utilizzo di fertilizzanti chimici e pesticidi. Il piano di Sviluppo Rurale della Regione è un'opportunità in più per una scelta convinta in questa direzione.

Caprarola, 2 agosto 2007
Circolo Legambiente “Lago di Vico”
Il presidente Fabrizio Giometti


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Di Admin (del 06/08/2007 @ 08:58:28, in SALVIAMO IL LAGO DI VICO, linkato 2450 volte)

Commenti fino al 31/12/2010

# 1
Ho letto con interesse l'articolo su qualità acqua del Lago di Vico...

Sono una neo "caprolatta" e speravo scappando da una grande città, di trovare a Caprarola quanto di più "sano" ci fosse...mi sorgono ora due quesiti:

-l'acqua di Caprarola è potabile ?
-è normale avere le fogne a cielo aperto? mi riferisco alle "zaffate" maleodoranti che arrivano dalla vallata...

Ringrazio quanti sapranno darmi lumi...

Di  Letizia (inviato il 07/08/2007 @ 15:35:49)
# 2
Veramente io mi sarei un po allarmato , dato che è qualche mese che l'acqua che esce dal mio rubinetto puzza di ammoniaca cosi tanto da costringermi a lavarmi i denti con l'acqua minerale, specialmente al mattino che ristagna nelle tubature.
Avevo gia' pensato a farla analizzare avete soluzioni o suggerimenti in merito?
Di  alex (inviato il 27/09/2007 @ 22:45:44)
# 3
Leggiamo , abbastanza divertiti , che secondo la guida Blu di Legambiente , Caprarola e Ronciglione passano quest’anno , da tre a due vele . La colpa , per Legambiente , sembra dovuta alla cattiva gestione del ciclo delle acque,tralasciando di menzionare che questi Comuni ricadono all’interno di un Parco , che avrebbe dovuto tutelare e promuovere il territorio , mentre diversamente si è dimostrato un “pozzo senza fondo”, occupandosi solo di alimentare logiche clientelari. Ci chiediamo inoltre perché solo quest’anno Legambiente ha denunciato la situazione del Lago di Vico , quando la cosa era agli stessi già nota. Ad esempio nel lontano 2003 noi stessi abbiamo presentato una interrogazione in Regione e perché solo ora ci si accorge del problema!!! Forse, e sottolineiamo il forse, perché mentre l’anno scorso Ronciglione era in quota al centro sinistra , si riteneva opportuno omettere ogni cosa, mentre quest’anno, poiché tali comuni sono in mano al centro destra , ogni azione risulta lecita! E con questo non vogliamo difendere assolutamente il centro destra , che sicuramente ha le sue responsabilità. Perché Legambiente , attribuisce le colpe ai Comuni rivieraschi del Lago di Vico , omettendo di dire che il vero problema è dovuto non al controllo del ciclo dell’acqua , che semmai è un problema a valle , mentre a monte il vero problema è dovuto a pratiche agricole insostenibili!!!!!! Perché dunque non si pronuncia minimamente sulla gestione di un parco,che avrebbe dovuto in primis sopperire
Di  ecologisti (inviato il 25/06/2008 @ 12:55:50)
# 4
www.ecologisti.org
Di  ecologisti (inviato il 25/06/2008 @ 12:56:30)
# 5
sopperire istituzionalmente a queste carenze, più dei Comuni stessi! E’ forse vero quel proverbio che tra cani non ci si morde. La colpa , in verità, non è solo degli amministratori di Caprarola e Ronciglione , come qualcuno vuole farci credere, ma anche di quegli assessorati ed istituzioni che a pioggia distribuiscono denaro per progetti discutibili , quando sarebbe opportuno muoversi con logiche diverse. Ad esempio in coltivazioni con basso impatto ambientale, risarcire gli agricoltori per le perdite , creare un marchio del Parco in accordo con le associazioni di trasformazione , ma soprattutto con i produttori ed offrire sul mercato , prodotti di nicchia, come ad esempio la nutella biologica , che collocata sul mercato a prezzi maggiori , ricompenserebbe gli agricoltori di una minore produzione e porterebbe ad una gestione oculata del territorio, favorendo dunque il passaggio da una economia ecologica assistita , ad una economia ecologica di mercato!!!
Il territorio del Parco inoltre presenta altre e maggiori problematiche , ad esempio un albergo che senza alcun rispetto del paesaggio continua a costruire senza alcun decoro per il paesaggio . Un mostro di cemento che ha compromesso in parte il territorio, con una zona che si è trasformata in discoteca , convogliando migliaia di nottambuli che turbano la quiete del Parco, in netto contrasto con un ambiente bucolico , quale l’invaso del lago di Vico. Questo fatto noto tra l’altro agli amministratori dei Comuni , ed al Parco , che volutamente chiudono un occhio ,e anche questa questi
Di  ecologisti (inviato il 25/06/2008 @ 12:57:57)
# 6
che volutamente chiudono un occhio ,e anche questa questione è altresì nota a Legambiente.
L’altra domanda che sinceramente ci poniamo , può una associazione ambientalista , costola del pci, ora in quota Ds , un suo presidente, l’on. Realacci , eletto tra le fila del centro sinistra ,essere assolutamente imparziale nell’assegnare queste Vele , considerando il valore economico e dunque politico che tali scelte possono comportare!!!
Perché una associazione di parte , ricopre ruoli e svolge compiti che dovrebbero essere appannaggio di organi istituzionali , soprattutto se si considera che queste associazioni ricevono fiumi di denaro pubblico. Perché ogni cosa in questo paese deve avere una logica e collocazione politica , e tutto banalmente si risolve in divisioni tra destra e sinistra, la colpa è forse di noi tutti che banalmente ci lasciamo influenzare dai media, senza alcuna reale verifica . Com’è possibile , ad esempio , che mentre Legambiente ha inserito al secondo posto la spiaggia di Pollica , la Comunità Europea, nella sua stesura sulla balneabilità delle acque , ne ha vietato addirittura la balneazione. E’ chiaro che c’è qualcosa che non va.

www.ecologisti.org
Di  ecologisti (inviato il 25/06/2008 @ 12:59:21)
Ultimo aggiornamento Sabato 08 Gennaio 2011 18:58

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