Il no all'estradizione di Battisti svergogna l'Italia e il popolo italiano nel mondo.
Ci si chiede se Battisti non sia stato protetto dalla politica.
Un no ingiustificato e illogico che mette alla berlina l'Italia, un paese che da sempre ha invece rispettato i diritti umani anche per i delinquenti più sanguinari.
Il no del presidente uscente del Brasile Lula, è stato confermato dal nuovo eletto Dilma Rousseff che prima della sua elezione aveva espresso parere favorevole all'estradizione.
Ma chi è Cesare Battisti?
Un delinquente già noto alle forze dell'ordine quand'era poco più che adolescente, ma la sua vera carriera inizia a 18 anni, nel 1972, quando viene arrestato la prima volta per rapina. Inspiegabilmente torna presto in libertà e già due anni dopo viene nuovamente arrestato per rapina e sequestro di persona.
Tre anni dopo, 1977, viene nuovamente arrestato, sempre per rapina e in carcere entra in contatto con i PAC, i Proletari armati per il comunismo. Sembra quasi che qualcuno preferisca averlo più fuori dal carcere che dentro, e questa supposizione verrebbe convalidata dalle successive vicende della sua sanguinaria carriera.
Uscito da galera, fece parte di un gruppo eversivo, responsabile di varie rapine a banche e supermercati e successivamente di omicidi.
Per la sua nutrita raccolta di reati, Battisti è stato condannato in Italia come responsabile di quattro omicidi - tre come concorrente nell'esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri:
• 6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; ucciso da Battisti e da un suo complice
• 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala, Lino Sabbadin, macellaio di Mestre; Battisti fu complice facendo da "copertura armata" all'esecutore materiale.
• 16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere; Battisti fu co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso dell'omicidio venne coinvolto anche il figlio gtorregiani, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle.
• 19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS; omicidio, eseguito con diversi colpi d'arma da fuoco al volto, di cui fu riconosciuto come l'esecutore materiale.
Nel 1979 Battisti venne finalmente arrestato e detenuto nel carcere di Frosinone. Tre anni dopo evade, non si capisce come, e scappa in Francia dove, altrettanto stranamente, trova accoglienza e sostegno. Poi riesce fugge in Messico dove inizia la sua carriera di scrittore. Durante la sua latitanza messicana, i giudici italiani lo condannarono in contumacia all'ergastolo perché giudicato responsabile dei quattro omicidi e di varie rapine.
Torna a Parigi dove consolida la sua carriera di scrittore, e dove inizio la frequentazione con altri latitanti italiani che vivevano grazie alla dottrina di Mitterrand; la dottrina Mitterrand è stata una politica stabilita nel 1985 dal presidente socialista francese François Mitterrand, relativa ai ricercati politici e terroristi italiani di estrema sinistra che si erano rifugiati in Francia: quanti condannati per atti violenti in Italia, tranne che per "il terrorismo sanguinario, attivo, reale" durante gli "anni di piombo", non sarebbero stati estradati in Italia.
Mitterrand basava questa promessa orale, che è stata confermata fino al 2000 dalla giurisprudenza francese, sulla non conformità della legislazione italiana agli standard europei.
Dopo un periodo di latitanza, a seguito di una richiesta di estradizione del governo italiano, Battisti venne arrestato dal governo francese ma, dopo quattro mesi di detenzione, la Chambre d'accusation di Parigi lo dichiarò non estradabale.
Arriviamo al 2004 quando esplode il caso Battisti e l'Italia punta i piedi per riaverlo. Battisti viene riarrestato grazie al patto Castelli-Perben del 2002 che regolava l'estradizione dei rifugiati politici solo per i reati gravissimi commessi prima del 1982 e finalmente la Franzia autorizza l'estradizione, ma, guarda caso, Battisti riesce a fuggire e sparisce nel nulla... Sicuri?
Chi lo aiutò a fuggire dal paese?
Finalmente, rintracciato in Brasile, a Copacabana, nel 2007 venne arrestato e qui inizia la diatriba tra il governo italiano, che rivendicava l'estradizione di Battisti, e il governo brasiliano che giustificava la sua negazione riconoscendo lo status di rifugiato politico ed in particolare, nell'intento di proteggere Battisti da persecuzioni politiche.
Senza farla troppo lunga, arriviamo al 30 dicembre 2010 e per l'ennesima volta il presidente uscente brasiliano Ignacio Lula da Silva ha respinto definitivamente la richiesta di estradizione del governo italiano e più sconvolgente, si proprio sconvolgente, è che il neo presidente Dilma Rousseff, che durante la sua campagna elettorale aveva promesso di consegnare Battisti all'Italia, abbia invece riconfermato il NO.
Quindi battisti rimane in Brasile e tra qualche mese potrebbe anche essere rimesso in libertà alla faccia delle leggi internazionali, ridicolizzando in tutto il mondo la posizione dell'Italia e le vittime del terrorismo.
L'aspetto più preoccupante in tutta questa vicenda, sta anche nel fatto che molti delinquenti, mafiosi e terroristi, potrebbero rifugiarsi proprio in Brasile sotto la copertura di rifugiati politici.
Ma fa vomitare il pensiero che la protezione a Battisti potrebbe nascondere un accordo politico internazionale.
Dal mio punto di vista, l'unico modo per far pesare i nostri diritti è quello di far pesare il nostro disappunto sull'economia brasiliana: niente più viaggi in Brasile, niente più prodotti brasiliani, prendere le distanze da un paese a venduto ai giochi sporchi del potere internazionale.
Sarà forse per questo motivo che il Brasile è oggi uno dei paesi più in crescita?
Commenti
il brasile è una gran delusione
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