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Privatizzate l'Acqua? - Noi raccoglieremo quella piovana

Sabato 24 Aprile 2010 01:00 amministratore
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Se non si stoppa il "Decreto Ronchi" presto potremmo essere costretti a raccogliere l'acqua piovana per evitare di pagare bollette salatissime, almeno da come stanno andando le cose, ma... siamo sicuri?
Secondo il comma 1 dell'articolo 15 del decreto modifica l'articolo 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è ora previsto che la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita “in via ordinaria” attraverso gare pubbliche a società miste e la gestione in casa (a totale capitale pubblico) sarà consentita soltanto in deroga “per situazioni eccezionali” e dietro parere preventivo dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Il metodo ordinario di conferimento dei servizi pubblici locali sarà quindi la gara e il ricorso alla società mista dove il privato, individuato mediante procedura ad evidenza pubblica, dovrà essere socio operativo con una quota di partecipazione non inferiore al 40%. Ma a parte l'ingiustificato passaggio gestionale a privati, il vero timore è che l'affidamento ai privati del servizio idrico (pur mantenendo pubblica la proprietà della rete), possa portare ad un incremento ingiustificato delle tariffe come avvenuto già in molte zone d'Italia.
Ora, evitando di pubblicare tutto il testo dell'articolo 23 bis, e di andare a spulciare le ambiguità in esso contenute che potrebbero favorire coloratissime interpretazioni da ogni ente locale, c'è da dire che quanto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto il decreto legge 135/09 di fatto è già in vigore e quindi presto i Comuni saranno costretti ad effettuare gare per l'affidamento del servizio idrico.
Il nostro Sindaco, che contrariamente a molti dei suoi colleghi della Tuscia si è più volte rifiutato di trasferire la gestione idrica alla Talete, discussa società in precario equilibrio economico, ha dovuto cedere manifestando, per costrizione legislativa, la disponibilità a quanto previsto dal suddetto decreto.
Quindi anche Caprarola potrebbe piegarsi alla volontà di una società privata che farà sicuramente il bello e cattivo tempo gestendo direttamente le tariffe che crederà più opportuno applicare.

Per Caprarola la situazione potrebbe essere più critica perché, a differenza di altri Comuni, l'approvvigionamento idrico avviene direttamente nel lago di Vico dove già esiste il grave problema dell'alga rossa, e probabilmente un inquinamento da metalli pesanti. Inevitabilmente, la società privata si troverebbe costretta ad affrontare costi molto elevati per la gestione di filtri potabilizzatori, o addirittura per la costruzione di nuovi pozzi, e quindi si presume un ulteriore incremento delle tariffe.
Ma, sempre secondo la nuova legge, la rete idrica potrebbe rimanere pubblica e la distribuzione privata...
Non sarà mica la "vigna dei minchioni"?
Già, perché il rischio maggiore potrebbe essere un ulteriore aggravio dei costi poiché, se la rete rimane pubblica, il Comune potrebbe essere costretto a sopportare i costi di manutenzione straordinaria mentre la società privata incasserebbe i soldi, quindi ci troveremmo a dover pagare due volte: più tasse per la manutenzione straordinaria, e bollette più salate.

L'unico dubbio in tutta questa storia, che ha mobilitato centinaia di migliaia di cittadini italiani, è che il Governo stia interagendo con gli italiani inviando imput negativi per poi rispedirgli imput positivi dopo il clamore inevitabilmente suscitato.
Insomma è come il gatto che gioca col topo, così come potrebbe essere avvenuto con la nuova proposta di legge sulla caccia che era "assolutamente" improponibile ed inaccettabile ed infatti, alla fine, la ministra Prestigiacomo ha confermato: nessun cambiamento della vecchia legge, rimane tal quale eccetto uno spostamento "solo per alcune regioni" sia dell'apertura che della chiusura.

Intanto, noi, cominciamo a farci sentire perché secondo quanto avvenuto nel Comune di Torino, una delibera di iniziativa popolare, approvata in Consiglio Comunale sottoscritta da 12.000 cittadini su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica, ha permesso l'inserimento nello Statuto del Comune il testo: "In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile.
La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici".

Perché non potremmo farlo noi che abbiamo una inesauribile fonte idrica e che potremmo gestirci autonomamente come abbiamo fatto fino ad oggi, e soprattutto evitando di farci succhiare il sangue da affamate sanguisughe?

Se tuttavia ciò non fosse possibile, perché non  ci organizziamo per raccogliere l'acqua piovana in una megacisterna?
Sicuramente avremo meno costi, acqua più pilita, gestione trasparente.


Di Admin (del 24/04/2010 @ 15:20:35, in articoli, linkato 500 volte)



Commenti fino al 31/12/2010
# 1

Secondo me dovremmo fare una bella manifestazione ed opporci a questa legge. Sono convinto che questa volta aderirebbero tutti.
Di  Carlo (inviato il 24/04/2010 @ 16:11:23)
# 2
Attivatevi per il referendum... l'unica arma rimasta.
Da ieri è iniziata la raccolta firme.
Di  Federico Chiovelli (inviato il 25/04/2010 @ 08:25:24)
# 3
Attenzione al referendum perché potrebbe essere un boomerang.
Gli ultimi esempi confermano un astensionismo preoccupante, per cui se non si raggiunge il quorum la legge potrebbe rimanere invariata.
Prima mobilitarsi per fermare la legge e poi tutto il resto.
Di  Admin- (inviato il 25/04/2010 @ 09:45:40)
# 4
Stai tranquillo che un referendum del genere andrebbe sicuramente in porto, forse non tanto per continuare a garantire come unico strumento,la voce al popolo italiano, ma quantomeno perchè tutti penserebbero alle loro tasche!!
E tu smetti di essere, per indole o per comodo, sempre così scoraggiante nei confronti di ogni iniziativa.
Di  Veleni di Stato (inviato il 25/04/2010 @ 20:05:00)
# 5
Post nr. 4, hai presente i bambini che prima buttano il sasso e poi nascondono la mano!!!!!!!!!
Di  Anonimo (inviato il 25/04/2010 @ 22:22:10)
# 6
Anonimo, sono daccordo con te.
Allora attiviamoci per la firma dei tre quesiti referendari di cui il primo chiede l'abrogazione dell'art. 23 bis della legge 133\2008 cioè l'architrave per la privatizzazione dei servizi pubblici ( rifiuti- trasporti pubblici e acqua),il secondo che individua le forme di gestione e l'affidamento del servizio idrico e il terzo in pratica sulla determinazione del sistema tariffario. In pratica un bisinnes da 8 miliardi di euro nelle mani di pochi e sulle sp***e di tanti.I referendum possono essere firmati anche nei comuni ove si risiede.L'acqua è vita, l'acqua è pubblica!!Giù le mani dall'acqua!!L'acqua è un bene comune, lo dice l'Onu e la Corte Costituzionale, basta per difenderla senza lanciare il sasso e poi ritirare la mano?
Di  Veleni di Stato (inviato il 25/04/2010 @ 22:51:32)
# 7
Veleni di Stato, post 4
non riusciamo proprio a trovare la stessa lunghezza d'onda.
Ma secondo te, perché io scrivo un articolo? Se fossi contrario alle mobilitazioni eviterei di scrivere, ma visto che lo faccio... perché dovrei, come tu dici, essere scoraggiante nei confronti di ogni iniziativa"?
Anzi, dal momento che lo scrivo è per suscitare più interesse, non credi?
Ho solo detto, riprendendo e condividendo il parere di esperti sociologi e politici a cui sta a cuore il problema, che basare una battaglia per bloccare questa legge "solo su un referendum" è rischioso perché l'elevato l'astensionismo in queste occasioni è un rischio che non si può correre.
Non è stato detto NO AL REFERENDUM, ma muoviamoci con cautela perché se invece di andare a votare la gente va al mare, ecco che si sono buttati milioni di euro per ottenere nulla.
Però, Veleni di Stato... senza far polemica mi sembra di capire che contesti spesso i miei articoli e i miei post, ribattendo spesso cose che non dico.
C'è un problema tra noi o non ci capiamo?
Di  Admin- (inviato il 26/04/2010 @ 09:24:26)
# 8
Bisognerebbe abolire il quorum dai referendum!! Invece stanno pensando di portare ad 1.000.000 le firme necessarie per la presentazione.
Svegliamoci o ci priveranno anche di questo strumento democratico!!!
Di  Federico Chiovelli (inviato il 26/04/2010 @ 11:54:18)
# 9
Condivido che il referendum è un arma a doppio taglio.
Raggiungere il quorum è difficile e l'astensionismo che si manifesta alle politiche e alle amministrative è scoraggiante.
Conviene una massiccia raccolta di firme in tutta Italia.
Sarebbe bene che partecipassero anche tutte le forze politiche. Ci guadagnerebbero la faccia.
Di  Luca (inviato il 26/04/2010 @ 16:07:01)
# 10
Come si può fare per raccogliere le firme? invece di una postazione come fanno tanti, non sarebbe andare casa per casa?
Di  Elena (inviato il 26/04/2010 @ 18:36:16)
# 11
Il Comune di Caprarola è disposto a manifestare e raccogliere le firme per bloccare la legge sulla privatizzazione dell'acqua?
Si facessero sentire
Di  Marco (inviato il 27/04/2010 @ 08:35:02)
# 12
Le firme si POSSONO raccogliere in comune, basta andare all'Ufficio Segreteria dove hanno gia' i moduli, ma naturalmente questa possibilita' non viene pubblicizzata!!!Porterebbe troppo lavoro all'Ufficio!Anche in questo il nostro Comune e' latitante!
Di  Francesco (inviato il 27/04/2010 @ 19:57:55)
# 13
Le firme devono essere prese alla presenza di qualcuno che le possa autenticare, è per questo che si fanno i banchetti e non si va casa per casa
Di  Federico Chiovelli (inviato il 29/04/2010 @ 11:57:38)
# 14
Ma anche in Comune c'e' chi le puo' e le deve autenticare!
Di  Anonimo (inviato il 29/04/2010 @ 21:43:56)
# 15
Domani vado in Comune a firmare per il referendum,fate così anche voi e soprattutto spargete la notizia alla gente che incontrate,ai familiari,amici ,conoscenti ecc...
Di  un passante (inviato il 01/05/2010 @ 12:05:46)

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