Mentre i comuni circostanti si adoperano e si impegnano per promuovere il turismo con iniziative di ogni genere, Caprarola è capace di dare il peggio di se. Nel tempo e nell'alternarsi delle amministrazioni ci si riempie la bocca di grandi paroloni sul turismo:
promozione, incentive, marketing, indotto, prodotti tipici, parcheggi ecc. ecc. ma al dunque scopriamo un paese ai minimi storici. Basti pensare, e questa ne è la dimostrazione più inequivocabile, che ieri lunedì 30 luglio 2007, in piena alta stagione, su tutte le trattorie, ristoranti e pizzerie del paese, soltanto due erano aperte. Tutte le altre chiuse, la maggior parte chiuse per riposo settimanale: il lunedì.
Ma come è possibile?
Qui non si tratta di sviste. Ci si chiede come tanti operatori turistici possano contemporaneamente chiudere stesso giorno, come sia sfuggita questa al piano programmatico sul turismo? Ma c'è? Esiste una programmazione sul turismo a Caprarola?
Un paese come Caprarola, che comunque ha sempre avuto una certa presenza turistica, che è sede del Palazzo Farnese (uno dei più importanti monumenti del '500), proprio nell'anno in cui si celebra il 500° anniversario della nascita del Vignola, si presenta in queste condizioni?
Lasciamo stare iniziative mirate, manifestazioni, ma almeno una dimostrazione di apertura ed accoglienza verso i turisti.
Oppure vogliamo intendere che la nostra apertura, la nostra cultura, la nostra partecipazione la stiamo dimostrando con la Mostra sul Vignola organizzata dal Centro Studi e Ricerche di Caprarola con il patrocinio della Fondazione Ca.Ri.Vit. di Viterbo e del Comune di Caprarola (Assessorato alla Cultura e Turismo)?
Ancora una volta si organizza una mostra specifica, estremamente selettiva, indirizzata a pochi eletti capaci di interpretare quella mostra, peraltro allestita nelle sale del Palazzo Farnese, lontano dalla vita cittadina, scomoda da raggiungere e non abbastanza promossa al punto da suscitare l'interesse dei cittadini caprolatti, in primo luogo, e dei turisti.
L'arte, la storia, la cultura sono di tutti e tutti hanno il diritto di fruirne, mentre gli organizzatori dovrebbero avere, se sponsorizzati, il dovere di diffondere tutto questo. Qui, invece, sembra che certe iniziative devono essere celate dentro una cerchia ristretta di non si sa bene chi e che cosa. Per capire qual'è il vero problema di Caprarola "tutta" è sufficiente che ognuno di noi si faccia una domanda semplice: quando è nato Jacopo Barozzi da Vignola?
Se avete la risposta in tasca siete tra quelle persone fortunate che per caso o per diletto hanno memorizzato la data di nascita di uno dei più importanti architetti di tutti i tempi.
Se non sapete rispondere, probabilmente la responsabilità non va attribuita a voi ma a chi, in tutti gli anni della vostra vita, non ha saputo farvela conoscere e ricordare.
Gli assidui di Caprarola.com sanno quanto ci sta a cuore Caprarola. e il portale internet ne è l'evidente dimostrazione, ma altrettanto vogliamo dimostrare che nella nostra mente e nel nostro cuore non pungiamo da una sola parte.
Non ce la vogliamo prendere con nessuno in particolar modo, né con l'assessore al turismo né con i commercianti, né con il Comune, ma una cosa è certa, che questo scollamento tra attività, cittadini, istituzioni ed amministrazione manifesta una disgregazione generale molto pericolosa che va oltre il semplice disagio causato ai turisti dai locali chiusi, qui ci troviamo di fronte ad un disinteresse generale di tutti verso tutto.
Questa apparente forma di liberismo può portare gravi conseguenze... Non tanto per noi che ormai siamo sufficientemente adulti, ma per i nostri figli e le nuove generazioni di giovani.
Quella attuale guardiamola bene perché dovrebbe esserne il preludio.