Lui musicista americano, lei, Loredana Brigandì, pianista italiana di fama internazionale vivono la loro crisi matrimoniale attraverso il web. La coppia scoppia ed internet diventa
il campo di battaglia e l'arma ideale e più crudele per colpire e ferire i sentimenti più intimi di lei. Tutti ricorderete il famoso film La Guerra dei Roses con Kathleen Turner, Michael Douglas in cui vengono sviscerate ed enfatizzate tutte perversioni di una coppia scoppiata: la battaglia per accaparrarsi dell'appartamento o dividersi i beni di proprietà piuttosto che il conto in banca, sfociano in una guerra intestina all'ultimo sangue, volano piatti, calci, pugni, argenteria.
Nel 2008 le contese tra una coppia in crisi possono consumarsi anche via internet come nel caso di Loredana Brigandì, pianista italiana di fama internazionale, che si è vista espugnare il suo sito personale da suo marito.
Ha modificato le password e i dati di accesso riuscendo poi ad impossessarsi definitivamente del sito con uno stratagemma ingannando anche il server americano dove il sito era registrato a nome di Loredana Brigandì. Lei abbandonata in Italia con un figlio di 5 anni, lui tornato negli states ha iniziato ha pubblicare attraverso il sito della moglie informazioni false e diffamanti, fotografie riservate della loro intimità compresa la foto del loro piccolo figlio, con gravissimi danni all'immagine della musicista.
L'aspetto peggiore della vicenda, ovviamente dopo la crisi familiare che coinvolge anche un bimbo di 5 anni, è l'impotenza che in questi casi ferisce più di ogni altra cosa. Le leggi vigenti devono effettuare tutte le verifiche e le indagini necessarie e poi intervenire sul provider che ospita le pagine web diffamanti, e la situazione si aggrava notevolmente quando il server in questione si trova oltre oceano.
Utilizzare il web per offendere, minacciare, intimidire e diffamare, è molto usato in USA ed ora è arrivato anche in Italia: si chiama cyber stalking. La parola viene dall'inglese stalking, braccare, ed è il termine legale utilizzato per una ossessiva forma si molestia o violazione della privacy altrui per provocare paura e smarrimento nella vittima. Grazie all'apparente anonimato che il web può garantire, i molestatori possono sostituirsi alle vittime e dare inizio a comportamenti che includono false accuse, monitoraggio, trasmissione e danneggiamento dei dati ma anche proposte sessuali rivolte ai minori.
Al primo posto dei comportamenti del cyber molestatore c'è poipil tentativo di danneggiare la reputazione delle loro vittime pubblicando false informazioni su di loro. Come nel caso di Loredana Brigandì che si è dovuta far carico di un'azione legale costosissima assumendo avvocati americani, coinvolgendo l'ambasciata italiana a Boston e l'ambasciata americana in Italia che, sembra, non ha mostrato la dovuta sensibilità.
Ammesso che il sito venga oscurato, finché lui non viene perseguito legalmente e condannato, potrà in qualsiasi momento aprire non uno ma decine o centinaia di siti posizionati in una infinità di provider dislocati nel mondo, ma potrebbe anche continuare la sua diffamazione attraverso i milioni di blog e forum.
Insomma, questo è il rovescio della medaglia che rende la rete internet una pericolosissima ragnatela.
Di Admin (del 16/04/2008 @ 10:08:48 in ITALIA e ESTERO, linkato 551 volte)
Commenti fino al 31/12/2010
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