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Stalking - La guerra dei roses via internet

Mercoledì 16 Aprile 2008 01:00 Admin
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Lui musicista americano, lei, Loredana Brigandì, pianista italiana di fama internazionale vivono la loro crisi matrimoniale attraverso il web. La coppia scoppia ed internet diventa

il campo di battaglia e l'arma ideale e più crudele per colpire e ferire i sentimenti più intimi di lei. Tutti ricorderete il famoso film La Guerra dei Roses con Kathleen Turner, Michael Douglas in cui vengono sviscerate ed enfatizzate tutte perversioni di una coppia scoppiata: la battaglia per accaparrarsi dell'appartamento o dividersi i beni di proprietà piuttosto che il conto in banca, sfociano in una guerra intestina all'ultimo sangue, volano piatti, calci, pugni, argenteria.
Nel 2008 le contese tra una coppia in crisi possono consumarsi anche via internet come nel caso di Loredana Brigandì, pianista italiana di fama internazionale, che si è vista espugnare il suo sito personale da suo marito.
Ha modificato le password e i dati di accesso riuscendo poi ad impossessarsi definitivamente del sito con uno stratagemma ingannando anche il server americano dove il sito era registrato a nome di Loredana Brigandì. Lei abbandonata in Italia con un figlio di 5 anni, lui tornato negli states ha iniziato ha pubblicare attraverso il sito della moglie informazioni false e diffamanti, fotografie riservate della loro intimità compresa la foto del loro piccolo figlio, con gravissimi danni all'immagine della musicista.
L'aspetto peggiore della vicenda, ovviamente dopo la crisi familiare che coinvolge anche un bimbo di 5 anni, è l'impotenza che in questi casi ferisce più di ogni altra cosa. Le leggi vigenti devono effettuare tutte le verifiche e le indagini necessarie e poi intervenire sul provider che ospita le pagine web diffamanti, e la situazione si aggrava notevolmente quando il server in questione si trova oltre oceano.
Utilizzare il web per offendere, minacciare, intimidire e diffamare, è molto usato in USA ed ora è arrivato anche in Italia: si chiama cyber stalking. La parola viene dall'inglese stalking, braccare, ed è il termine legale utilizzato per una ossessiva forma si molestia o violazione della privacy altrui per provocare paura e smarrimento nella vittima. Grazie all'apparente anonimato che il web può garantire, i molestatori possono sostituirsi alle vittime e dare inizio a comportamenti che includono false accuse, monitoraggio, trasmissione e danneggiamento dei dati ma anche proposte sessuali rivolte ai minori.
Al primo posto dei comportamenti del cyber molestatore c'è poipil tentativo di danneggiare la reputazione delle loro vittime pubblicando false informazioni su di loro. Come nel caso di Loredana Brigandì che si è dovuta far carico di un'azione legale costosissima assumendo avvocati americani, coinvolgendo l'ambasciata italiana a Boston e l'ambasciata americana in Italia che, sembra, non ha mostrato la dovuta sensibilità.
Ammesso che il sito venga oscurato, finché lui non viene perseguito legalmente e condannato, potrà in qualsiasi momento aprire non uno ma decine o centinaia di siti posizionati in una infinità di provider dislocati nel mondo, ma potrebbe anche continuare la sua diffamazione attraverso i milioni di blog e forum.
Insomma, questo è il rovescio della medaglia che rende la rete internet una pericolosissima ragnatela.


Di Admin (del 16/04/2008 @ 10:08:48 in ITALIA e ESTERO, linkato 551 volte)

Commenti fino al 31/12/2010
# 1

Ho letto questa notizia sul giornale... Dunque, fatemi capire... Non c'è nessuno che interviene a tutela di questa donna? Ma la legge dove sta? E poi vi lamentate che gli italiani votano la lega? Altro che lega.
Non dite che questa è una strumentalizzazione politica, ma è l'Italia che non ci rispetta più.
Di  Felix (inviato il 18/04/2008 @ 14:35:45)
# 2
Una volta ho ascoltato un suo CD: molto coinvolgente. Mi dispiace che sia incappata in questa situazione. ma lo sappiamo che le leggi italiane sono diventate quasi a favore dei delinquenti invece che del cittadino diligente.
Permettetemi la battuta: " mogli e buoi dei paesi tuoi". Nella sua sfortuna Loredana Brigandì ha ancora con se il figlio. Se il suo ex si fosse portato via il bambino allora sarebbero guai veri. Da parte mia buona fortuna.
Di  Enzo (inviato il 18/04/2008 @ 17:21:55)
# 3
Siamo alle solite, con gente disarmata e le leggi che non ti proteggono. Loredana Brigandì è l'esempio di come sia facile trovarsi soli a combattere una guerra persa in partenza. Di casi come il suo ne abbiamo visti tanti, alcuni finire in tragedia. Cosa aspetta la legge a intervenire?
Di  Selen (inviato il 23/04/2008 @ 08:30:59)
# 4
Questo è purtroppo il terribile quadro psicologico dell'uomo che tanta cattiveria sta versando addosso ad una donna la cui colpa , a mio avviso, si è chiamata debolezza . Tutta la mia solidarietà alla signora Brigandì , altro non ho da dire, a parte che storia triste e che signora lei stia dimostrando di essere.



Personalità antisociale (precedentemente definita psicopatica o sociopatica): le persone con questo disturbo di personalità calpestano i diritti e i sentimenti degli altri. Sfruttano gli altri per ottenere vantaggi materiali o gratificazione personale (a differenza dei soggetti narcisistici, che sfruttano gli altri perché pensano che la propria superiorità lo giustifichi). Caratteristicamente, mettono in atto i propri conflitti in maniera impulsiva e irresponsabile, a volte con ostilità e violenza grave. Sono scarsamente tolleranti alle frustrazioni. Spesso non prevedono le conseguenze negative dei propri comportamenti antisociali e poi, generalmente, non provano rimorso o sensi di colpa. Molti di essi hanno una buona capacità di razionalizzare con disinvoltura il proprio comportamento o di darne la colpa agli altri. La disonestà e l'inganno permeano le loro relazioni.
Di  claudio (inviato il 04/05/2008 @ 23:03:42)

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Gennaio 2011 16:10

Commenti  

 
#1 2011-06-17 21:18
Per quanto concerne il bambino, mi sembra assurdo pensare che a fronte di abusi non subiti (l' accusa e' stata rivelata infondata) la madre continui ad impedire al figlio di frequentare il padre. Se la madre è psicolabile e il padre è a posto, cosa impedisce di dare l'affidamento congiunto?
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