Domenica pomeriggio su Buona domenica con Maurizio Costanzo è tornato ospite San Calissano. San Calissano, quello delle fiction, di Vivere, quello che un anno fa è stato arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti e
indagato per omicidio colposo. La notte del 25 settembre 2005, infatti, a casa di Calissano, morì una ballerina brasiliana di 31 anni che l'attore avrebbe conosciuto alcune sere prima in un locale notturno di Genova. Ne parlarono tutti i giornali, televisioni, radio, la stampa in genere.
La notizia fece scalpore perché quel bravo ragazzo faccia pulita. mai una parola scomposta, sempre sotto le ali di Maurizio Costanzo, improvvisamente divenne il diavolo, festini a base di sesso e droga, spacciatore, o meglio generoso fornitore di cocaina alle sue amiche in cambio di disponibilità e notti di fuoco. E' vero, quando la notizia si seppe i giornali si accanirono su Calissano, ma questo accade sempre, ogni volta che un volto pubblico viene coinvolto in qualcosa di negativo.
Ma questo è lo scotto che devono pagare tutte le persone note in cambio di fama e successo. Quando non li conosce nessuno si fanno in quattro per farsi riprendere da un fotografo, da una telecamera, da un paparazzo pur di apparire ed aumentare la propria notorietà. Quando però succede che uno di questi noti personaggi, baciati dalla fortuna con guadagni miliardari, belle donne, abiti e auto di lusso, hotel prestigiosi ecc. ecc., inciampa su un piccolo ostacolo della vita, allora diventa vittima, distrutto e infangato dai mass media. Improvvisamente appaiono angeli, piccoli e indifesi, con mille problemi esistenziali, la separazione dei genitori, una infanzia difficile, la paura, la depressione.
Così Calissano si confessa, ammettendo gli errori, la sua sofferenza, il carcere e la comunità .
Ma non saranno tante cazzate raccontate per sciogliere la sensibilità del pubblico? Già , la sa lunga Maurizio Costanzo. E' il pubblico che non si rende conto, perennemente manipolato da parole chiave, dette al momento giusto, capaci di suscitare rabbia e odio verso un santo o di giustificare e perdonare il peggiore dei criminali.
Per noi, l'ospitata di ieri da Maurizio Costanzo, noto protettore di tanti attori, presentatori e personaggi dello spettacolo travolti da fatti di cronaca, è stato un lavaggio in candeggina per riportare alla luce Calissano bello, pulito e candido pronto ad essere reintegrato nel mondo dello spettacolo. Inevitabilmente pensiamo a tutte quelle persone che non hanno mai avuto un pelo di successo, mai guadagnato soldi veri, mai avuto una famiglia vera, mai perdonati, mai osannati, mai frequentato hotel di lusso ho indossato abiti costosi, né avuto donne meravigliose nel proprio letto. Poveri disgraziati condannati per aver sbagliato proprio come ha sbagliato Calissano, ma che nessuno li salverà , nessuno li perdonerà , nessuno li integrerà nella società .
Non ci piacciono figli e figliastri e soprattutto non c'è piaciuto l'appello che, in chiusura dell'intervista, Costanzo ha lanciato al suo amico produttore della fiction "Vivere", dove chiedeva "palesemente" di reintegrare Calissano nel suo ruolo di attore. Del resto Calissano, "diciamolo", era proprietario di un attico elegante in via Boselli, nel quartiere di Albaro, uno dei più prestigiosi di Genova, da sempre preferito dalla borghesia genovese e che il padre, scomparso alcune settimane prima del fatto, era a capo di un �impero� nel settore degli accessori da bagno, quindi, a differenza di altri comuni mortali, tutta questa necessità di guadagnare non c'è.
Siamo favorevoli ad aiutare e a reintegrare i tossicodipendenti, tutti, chiunque, di qualsiasi ceto sociale, siamo disponibili a comprendere e a perdonare chi sbaglia, ma non dimentichiamo che la notte del 25 settembre 2005, a casa di Calissano, perse la vita "Ana Lucia Bezerra Bandeira", la ballerina brasiliana di 31 anni madre di due figli, stroncata dopo l'assunzione di una dose di cocaina fornita dell'attore: possibile che sia già stata dimenticata da tutti?
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