Secondo l’assessore all’ambiente della provincia di Viterbo Tolmino Piazzai, l’ampliamento della Riserva Naturale del Lago di Vico stà per diventare una realtà.
La Riserva fu istituita nel 1982 e la gestione venne affidata al comune di Caprarola in quanto i territori interessati ricadono sotto la sua giurisdizione.
Nel 1993 la Regione ha poi approvato lo schema di Piano regionale delle aree naturali protette che già prevede l’ampliamento della riserva stessa.
Nell’ottobre 2006 “la nuova giunta Marrazzo” stabilisce l’allargamento della Riserva inglobandovi tutto il bacino lacustre e i versanti montuosi circostanti area compresa nel territorio ronciglionese.
La proposta prevede anche l’istituzione dell’ente regionale di diritto Pubblico dei Monti Cimini – Riserva Naturale del Lago di Vico, allo scopo di ricondurre così ad un unicum la gestione dell’intera riserva. Con l’ approvazione della proposta, conclude Piazzai, la riserva naturale coinvolgerà una porzione maggiore di territorio tutelandone la biodiversità e la conservazione.
L’allargamento della Riserva venne inizialmente chiesto dal Comune di Ronciglione, che intendeva includere alcuni suoi territori comprese nella parte ad ovest - sud ovest del lago, che avrebbero permesso un controllo ed una tutela maggiore a favore di tutta la Riserva del lago di Vico.
In realtà, questo territorio era ed è già protetto da vincoli in quanto classificata dalla Provincia di Viterbo "Oasi" (LR 17/95, art. 14).
In pratica, la superficie delle riserva andrebbe così ad estendersi per oltre 700 ettari, dal Comune di Caprarola, in prossimità di S. Lucia, fino ai piedi di monte Fogliano ed includerebbe il centro residenziale Punta del lago, tutta la fascia meglio conosciuta come “arenari” ampiamente antropizzata con ville, ristoranti, ed una spiaggia notevolmente estesa sulla quale sorgono ristoranti, bar, stabilimenti. La stessa cosa vale per Poggio Cavaliere, storico centro residenziale a nord di Ronciglione , che si estende sul crinale della conca craterica.
Ora, non per fare sempre i “bastian contrari”, ma viene da chiederci perché questa inclusione non è stata fatta prima, al momento dell’istituzione della Riserva Naturale?
In questi 24 anni, tutta l’area in oggetto che ricade nel Comune di Ronciglione ha visto sviluppi urbani e commerciali, proprio perché libera dai rigidissimi vincoli che invece ricadevano sul territorio caprolatto dove, in tutti questi anni, non solo è stata fatta vigilanza e tutela del territorio, ma si è tentato con ogni mezzo di scoraggiare sia l’antropizzazione che ogni forma di sviluppo commerciale e/o turistico che in qualche modo avrebbe alterato lo stato naturale o che avesse contrastato la tutela dell’ambiente, ovviamente a svantaggio di tutti quegli imprenditori turistici e commerciali che avevano intenzione di sviluppare progetti sul territorio di Caprarola.
Un lavoro ben eseguito dall’ente gestore e dai guardaparco.
Oggi però, con una legge, si va a valorizzare enormemente una superficie di appena 760 ettari nel territorio di Roncglione senza peculiari caratteristiche ambientali e naturalistiche che ne giustifichino l’inclusione nella riserva. Un’area altamente antropizzata che fregiandosi del marchio RISERVA NATURALE entrerebbe alla grande con un fiore all’occhiello.
Vuol dire che anche nel territorio di Caprarola si prevede una maggiore disponibilità allo sviluppo commerciale, oppure facciamo un gran regalo a Ronciglione?
Anche perché, un'area protetta non va considerata solo sotto l'aspetto della sua tutela, ma anche per il suo grande potenziale sviluppo turistico ed economico.
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