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Io sono io, e voi non siete un cazzo

Lunedì 10 Ottobre 2011 11:07 Admin
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b_130_0_16777215_0___images_stories_articoli_iosonoio.jpgCelebre espressione del film Il Marchese Del Grillo con Alberto Sordi, ma che troppo spesso rispecchia la realtà fatta di caste, castine e privilegiati di ogni sorta, di legislatori indolenti e politici corrotti. E noi?

 



Il tempo passa ma le caste restano e, anzi, proliferano alle nostre spalle con una prepotenza sempre più forte come se ormai la libertà di delinquere e la cattiva amministrazione della legge e dei beni pubblici sia un diritto acquisito. Già, perché ormai non si tratta più di imputare un politico furbetto, o di un giudice che per scadenza dei termini rimette in libertà delinquenti e mafiosi. Oggi è tutto così normale ai nostri occhi che non ci sorprende più, anzi... Una normalità che è diventata tale grazie ai mass media che con il solito tam tam quotidiano rendono ordinario anche il più sanguinario fatto di cronaca, e allora diventa normale anche lo scandalo di corruzione di qualsiasi politico, come le bustarelle ed i finanziamenti al partito di Penati, ex sindaco di Sesto S.G., presidente della provincia di Milano e braccio destro di Bersani, indagato per un giro di svariati milioni di euro.
Diventa normale che il governo Berlusconi studiando la manovra economica proponga di abbassare il profumatissimo stipendio dei parlamentari (il più alto in Europa) di un misero 5%, che a chiacchiere viene condiviso, non da tutti ovvio, ma di fatto viene contestata, a sinistra e a destra, quella possibile riduzione da 500 a 1000 euro al mese quando il loro stipendio varia dai 13 mila ai 17 mila euro mensili. Anche la possibile tassazione (contributo di solidarietà) sugli ingaggi super milionari dei calciatori non è stata ben accolta, tant'è che s'è alzata una tal bufera che ha rischiato scioperi e slittamento campionato. Questo fa pensare moltissimo.
Cose che ci fanno vergognare come l'inchiesta Cassiopea, su uno dei più grandi e gravi disastri ambientali,  che ispirò il film Gomorra, sia naufragata nel nulla per errori di notifica, ostacoli burocratici prescrizioni, hanno scagionato definitavamente  ben 95 imputati di disastro ambientale ed avvelenamento delle acque nel casertano dove venivano illecitamente smaltiti rifiuti altamente pericolosi prodotti da industrie del nord.
Vuol dire che lo scandalo di Mani Pulite non ha insegnato nulla, anzi, ha normalizzato un malcostume italiano.
Per non parlare delle 5 donne morte a Barletta finite sotto alle macerie di un edificio pericolante, eviedentemente lesionato, ma che non è stato reso mai inagibile. Ed il Comune, ironia della sorte, si costituisce parte civile.
Ci fa rabbrividire la vicenda della coppia di anziani a cui è stato tolto il bambino perché ormai troppo anziani per far crescere correttamente il loro neonato avuto da una inseminazione artificiale.
Viene arrestato, e tutt'ora detenuto, Lele Mora per bancarotta fraudolenta, mentre il suo amico Corona, nonostante gravissime le accuse e le ripetute condanne è ancora in giro a far bella vita con la sua Belen, anzi, è ormai diventato un personaggio talmente famoso che è richiesto da tutti i programmi TV con cachè stratosferici, e sarà anche interprete in una fiction. Cosa insegniamo ai giovani?
Per non parlare del cancro rifiuti a Napoli, un problema inestirpabile tutto napoletano ma che paghiamo noi italiani, con i soldi delle nostre tasse, a favore della Napoli Servizi del Comune la quale in un momento di crisi economica ha pensato bene di aumentare lo stipendio di 5 mila euro al mese, con un esborso totale di 1,7 milioni di euro da dividere tra 13 dirigenti, a partire da Ferdinando Balzamo, il direttore generale. Il vicesindaco Tommaso Sodano sa già che per lui sarà un compito non affatto facile: NapoliServizi è un “feudo” del Pd, un luogo sicuro nell’instabile mercato del lavoro, la terra promessa degli elettori ricompensati per la loro fedeltà. Un modo di fare che è più una abitudine visto che nel 2008 a Procura di Napoli nei confronti del governatore della Campania, Antonio Bassolino, e altre 28 persone di cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'inchiesta sulle presunte irregolarità lunga 14 anni nello smaltimento dei rifiuti e suoerstipendi fino ad oltre 1 milione di euro annui per il sub commissario Vanoli.
Un inchiesta che è apparsa sui giornali per meno pochi, mentre ogni giorno tutte le TV e i mass media ci rincoglioniscono con le vicende di Amanda Nox, come se su questi fatti si basassero le sorti dell'Italia.

E ancora, 9 presunti affiliati alla cosca mafiosa Scalisi di Adrano, collegata al clan catanese Laudani, sono stati scarcerati per decorrenza dei termini: condannati in primo grado il 21 giugno 2010 a pene comprese tra 3 anni e 8 anni per mafia, estorsione e detenzione di armi, il Gup Edoardo Gari, che li ha giudicati con il rito abbreviato, non ha depositato le motivazioni della sentenza. Il GUP ammette che è stata una sua defaillance... si, sarà la prima mancanza in tanti anni, ma chi paga? Eppure, se un automobilista prende una sola multa in tutta la sua vita la deve pagare, e  se non la paga ritorna quadruplicata e se ancora non la paga gli vengono pignorati i suoi beni. Già, magari per una multa non pagata di poche decine di euro. Ma quanto è costato allo Stato, cioè a noi contribuenti, tutte le indagini, la cattura, le istruttorie, i processi ecc. ecc compreso lo stipendio del GUP per poi rilasciare quei mafiosi?

Il peggio di questi ultimi giorni, per certi versi, è l'assurdo tentativo di costruire a Torino un enorme palazzo di 7 piani di fronte alla splendida Mole Antonelliana, simbolo della città che da sempre caratterizza il panorama di Torino. Praticamente verrà costruito davanti, a circa 10/20 metri di distanza dal monumento. L'amministrazione Chiamparino prima, e quella di Piero Fassino poi,  hanno dato parere favorevole all'ennesimo scempio che potrebbe scrivere un'ennesima triste pagina sulla nostra stupidità. Cioè, sulla stupidità dei nostri politici.
Dopo le contestazioni dei cittadini, la Soprintendenza ha applicato un vincolo ambientale impedendo, quindi, ogni sopraelevazione o alterazioni urbanistiche.
Il Comune di Torino, il 30 settembre, emana un comunicato stampa in cui dichiara la volontà di realizzare il mostro di cemento e farà quindi ricorso al TAR del Piemonte. E per fortuna che la cultura è a sinistra, dicono...

Perché, vi chiederete,  parliamo di questi argomenti in questo blog su Caprarola? Che c'azzecca direbbe Di Pietro?
I motivi sono molti... intanto per fare il punto; anche noi caprolatti siamo vittime di tutti quelli che vanno al potere legislativo, politico, amministrativo ed economico e quindi non siamo immuni da corruzione, concussione, e reati vari.
Perché anche a Caprarola sono stati fatti scempi, abusi, e sprechi di denaro pubblico, alcuni di recente ed altri potrebbero essere in arrivo. Il fatto è che non ce ne accorgiamo perché abituati a pensare diversamente e soprattutto a pensare che, in effetti, noi non siamo veramente un cazzo, ed è bene che questa sia una nostra convinzione altrimenti chi è al potere se ne guarderebbe dal prendere decisioni che coinvolgono tutta la comunità.
Noi confidiamo molto su questa amministrazione che in pochi mesi dall'insediamento già sta dando i primi frutti, e confidiamo anche sulla partecipazione dei cittadini che sono gli unici a decidere chi deve guidare il paese ed occuparsi della tutela, del progresso e del benessere di tutti.

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Ottobre 2011 11:22

Commenti  

 
#1 2011-10-10 18:04
admin ma con chi ce l'hai in particolare? Con i politici nostri o quelli che stanno al governo?
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#2 2011-10-11 19:03
xander,se non l'hai capito,Admin ha fatto una serie di riflessioni su quel che ci accade intorno.Sta poi alla nostra intelligenza trarre le conclusioni,ogn uno è libero di leggere
come vuole quelle cose da lui dette.
Magari ce ne fossero molte di persone che si guardano intorno e pensano.
Citazione
 
 
#3 2011-10-12 07:57
grazie cincinnato, hai centrato perfettamente il tema. Ciò che accade in Italia sembra molto lontano dalla nostra quotidianità, ed invece succede anche qui. Sta ai nostri politici evitare che il paese venga coinvolto dalle stesse tristi vicende, e sta ovviamente anche a noi evitare che si insinuino persone o organizzazioni pericolose. Il sistema mafioso, quello di cui ci parlano i media, è già arrivato. Si potrebbero fare tantissimi esempi, di società sconosciute che arrivano dal sud ad investire in Tuscia. Aziende che nascono non si sa come o perché. Viviono qualche anno e poi spariscono. Rinascono e puoi muoiono. Forse un metodo semplice e veloce per riciclare? Se il sistema si estende sarà in pericolo la nostra tranquillità, la nostra economia, il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Noi ancora non facciamo caso a quanto succede perché presi dai nostri pensieri e forse sopraffatti dalla nostra ingenuità. Ma attenzione.
Citazione
 
 
#4 2011-10-12 18:53
Son finite ormai le "oasi felici",dove la tranquillità ed anche l'ingenuità regnavano sovrane.Oggi,come dici tu Admin,necessita vigilare in continuazione su tutto quanto ci circonda,e in quest'opera hanno un ruolo fondamentale le istituzioni locali,le imprese e non di meno l'intera collettività caprolatta.Amare Caprarola vuol dire anche vigilare a mantenere questo territorio libero da quegli influssi malefici che purtroppo hanno invaso parte di questa nostra cara e "martoriata Italia" spesso preda di lestofanti,di mafiosi e di politici corrotti e ignoranti senza arte ne parte che purtroppo siedono nei posti di guida della Nazione.
Citazione
 
 
#5 2011-10-13 14:29
Voi mette er poeta...
Li soprani der monno vecchio
C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un [censored],
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.
(Giuseppe Gioacchino Belli)
Il problema e che noi stiamo zitti senza
sena"er boja pe ccuriero"
Citazione
 

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