Nasce una nuova associazione culturale che intende rilanciare con impegno e a gran voce un passato troppo lontano. Nuove idee, fermenti culturali, opportunità di crescita... Cosa di tutto questo?
Non si sa bene ma, a quanto pare, l'associazione "I Pirati" è desiderosa di mettere a disposizione il suo capitale umano e le conoscenze di cui dispone per far crescere l’intero paese portandolo a riflettere sulle sue potenzialità e sulle sue contraddizioni e ad uscire dal torpore nel quale da tempo si è cacciato.
Vuole essere aperta a chiunque voglia confrontarsi su temi specifici del territorio e, in generale, sulle questioni di interesse pubblico a livello locale, nazionale e internazionale.
Aperta al confronto ma, allo stesso tempo, indipendente ed autonoma da condizionamenti, siano essi politici o di qualsiasi altra natura”.
Secondo Marika Marchini, presidente dei Pirati, l’Associazione farà parlare di sé: “Vogliamo emergere, ottenere, differenziarci da altre esperienze associative ed i Pirati, nella storia, non hanno mai stipulato accordi di convenienza e non si sono mai venduti al miglior offerente".
I presupposti sono a dir poco ammirevoli e d'animo nobile, se non fosse per il nome dell'associazione che manifesta una certa ribellione. Se capace di riaccendere gli interessi comuni e di rivitalizzare il paese, ben venga anche la ribellione ma senza coinvolgimenti politici perché in tal caso escluderebbe automaticamente tutti quelli che vorrebbere e/o potrebbero sostenere certe iniziative e collaborare affinché un cambiamento ci sia.
Detto questo, da parte nostra auguriamo una buona fortuna ai Pirati, ma attenzione agli alleati che potrebbero affondarvi. Chiunque voglia far parte della nostra ciurma batta un colpo e parta con i Pirati in questa avventura.